Allori … e gogna

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I mondi rarefatti della politica e delle trasmissioni televisive non sono poi così diversi dal nostro vivere quotidiano nel quale, troppo spesso, ciò che è giusto viene dopo ciò che è utile, dove si riservano gli allori all'amicone, al compare, al sodale o, servilmente, a potenti e potentini...anche quando hanno comportamenti esecrabili o sono vere e proprie  nullità. Un mondo nel quale a chi non è potente nè compare, non si riconosce alcun merito, a prescindere. Per averne conferma, dovremmo adottare lo stesso comportamento di qualche nullità osannata. Finiremmo sicuramente alla gogna, con libertà d'insulto. 

 


Un comico in declino, ridotto ad insultare i morti ammazzati per acquisire crediti, per la più miserabile captatio benevolentiae, desta repulsione e pena, come chiunque cerchi di ingraziarsi potenti e potentini. Nella fattispecie, qualche giorno addietro, in una trasmissione televisiva Gene Gnocchi ha chiamato “”Claretta Petacci”” il maiale immortalato mentre rovista fra l’immondizia in una via di Roma. Personalmente, giudico ancora più esecrabile il comportamento del giornalista conduttore che ha pensato bene di sottolineare con un risolino divertito la battuta, aggiungendo anche che il nome “”suonava familiare””.

Viene da chiedersi, se il nome altrettanto familiare fosse stato un altro, se avesse chiamato ad esempio, Nilde…o Emma, o Laura, o Cecile…il maiale femmina, anzichè Claretta, avrebbero riso tutti servilmente, Floris per primo? Oppure invece di riservargli l’alloro del bravo comico  avrebbero  messo il comico in questione alla gogna?

Trovo inconcepibile questo modo assurdo e inefficace di suscitare il riso, in questo caso la bassezza di ricorrere alle metafore animali per definire le persone. Non solo perchè recentemente mi è accaduto di essere, tout court, paragonata a una pecora ignorante ma, decisamente di più, per il desiderio mio più grande, cercare di essere imparziale nei giudizi e onesta, ho condannato e condannerò sempre le offese gratuite verso chiunque, che mi sia simpatico o cordialmente antipatico. Delle persone si devono discutere le idee, le azioni, non l’assenza di venustà, il colore della pelle o l’età, meno ancora se si tratta di una persona che non può più difendersi. Invece, nessuno ha rilevato quanto meschini siano stati sia il comico, sia il giornalista conduttore. Il pubblico dello studio, servo dell’applauso a comando, neppure lo prendo in considerazione.

Il silenzio può essere ancora più assordante di qualsiasi fragore. E un silenzio assordante che praticamente  tutti hanno mantenuto, è seguito alla battuta davvero meschina di un comico in declino, il paragone fra un innocente suino femmina che girellava in cerca di cibo fra i rifiuti che abbondano nelle vie della capitale, e una donna incolpevole, morta ammazzata dopo stupri e umiliazioni.

Nessuno, istituzioni, stampa, intellettuali, si è preso il disturbo di condannare apertamente  la frase sguaiata, impietosa e barbara, una vera vigliaccata. Anzi, si giustifica la battuta, invocando la libertà di satira,  definendola  stucchevolmente come “”sacrosanta””. Peccato che la “”sacralità”” della satira sia portata a giustificazione di offese sempre a senso unico.

La realtà è che non esiste equità di trattamento: in politica, in TV e nella vita, alcuni sono sempre osannati, altri sono solo vilipesi. Inutile indignarsi. Va bene così. O meglio, non va bene, ma il mondo va così. Anche nella nostra quotidianità, anche nelle nostre piccole vite. Quante volte, la stessa azione viene giudicata in modo assolutamente differente, a seconda di chi la compie! Ci sono galantuomini ignorati e ci sono cialtroni premiati. La par condicio estende ciò anche al genere femminile.

Non ci si può opporre. Se qualcosa, fosse pure una smargiassata indecente, è opera di un amicone, di un compare o di un potente, viene lodata, scusata, derubricata a simpatica goliardia,  mentre sarebbe aspramente condannata se opera di altri che hanno la ventura di non appartenere alle predette categorie.

La doppia morale impera, come pure il doppio metro di valutazione. In ogni campo, non solo quello politico. Basta guardarsi intorno e, se si è temerari, per averne conferma, si potrebbe provare ad adottare atteggiamenti, parole, comportamenti di altre persone, magari oggetto di inspiegabili lodi sperticate e allori, e vedere quali giudizi ci vengono riservati. Si potrebbe provare, giusto per vedere l’effetto che fa. Finiremmo alla gogna, con libertà d’insulto.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Allori …e gogna

di A.D.Z.

L’ossessione d’essere ricordati

di Massimo Nardi

Dalla sosta a caro prezzo, ai restringimenti di carreggiata. I Sindaci della citta’ non ci fanno mancare nulla. Il centro destra e altro, spiegano le loro proposte di governo.

L’utilita’ del voto utile

di Alberto Venturi

E’ in atto una campagna elettorale basata sui sondaggi, ben sapendo come a certi Italiani piaccia salire sul carro del vincitore o, nel caso di queste strane consultazioni politiche dei tre poli, si cerchi di capire come dare un voto ‘utile’. Non è difficile pilotare un sondaggio; basta fare le domande giuste nel modo giusto.

Le interviste di BICE : M° Adriano Taccini

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BICE intervista il M° Adriano Taccini, direttore del Coro Della Basilica della Beata Bergine del Castello di Fiorano

Trump e Putin

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One Belt One Road

di Eugenio Benetazzo

Con l’intento di enfatizz
are il ruolo della Cina a sostegno e difesa della globalizzazione mondiale, è stata concepita la Nuova Via della Seta, più conosciuta dai media mondiali con il termine di One Belt, One Road. In pratica di due nuove vie di collegamento (una via terra e una via mare) che permetteranno di far transitare materie prime, prodotti e persone all’interno di due corridoi predefiniti.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 591 – 271

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