Alla zappa! Tutti, senza distinzioni.

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Nel recente passato e tutt’ora, anche se in misura minore, c’era l’abitudine di invitare alla zappa le persone negligenti, gli scansafatiche, gli incapaci … chi non fa il proprio dovere; i gaglioffi, in pratica, che offendono la moltitudine di coloro i quali, invece, nei diversi ruoli lavorativi che la società prevede, il proprio dovere lo fanno, con sacrificio, con impegno, con fatica, con competenza.

Ho sempre trovato impropria questa espressione perché è cosa nota che la zappa non è proprio uno strumento alla portata di tutti e che il lavoro dell’agricoltore prevede oltre che competenze specifiche anche una dose non indifferente di sacrificio che taluni nemmeno lontanamente possiedono. E poi, diciamolo, le zolle hanno pur sempre  una loro dignità e potrebbero anche rifiutarsi di essere toccate da certi cialtroni.
Trovo, pertanto, molto più consona l’espressione “Vai a lavorare” che,  nella sua genericità  comprende tutti. E’ l’invito che, con educazione, dando del lei, una pensionata sarda ha rivolto alla segretaria del PD Elly Schlein che, per promuovere la candidata  Alessandra Todde, espressione del campo largo Pd-M5s alle imminenti consultazioni regionali, era presente a Cagliari, in un mercato rionale.

“Vada a lavorare come ho fatto io per 25 anni in un’impresa di pulizie per 500 euro al mese. È una vergogna”.

Davvero spiacevole la reazione della Schlein. La paladina degli oppressi, sorridendo imperturbabile, ha proseguito nell’impegnativo compito di sbucciare un mandarino, ha ripetuto con indifferenza  “E’ una vergogna” ed è passata oltre,   con espressione divertita,  come a dire “che gente bizzarra c’è a questo mondo”… dimenticando all’istante la persona anziana e i suoi guai, di fatto mettendola in ridicolo, come se fosse una rimbambita che protesta platealmente e a sproposito.

Il popolino ha di queste uscite, si sa, magari esasperato da tanti problemi, deluso da tante speranze disattese, dalla fiducia mal riposta nei politici di Sinistra, di Destra e di Centro… ed è liquidato come qualunquista e sempliciotto, chissà, quando invita un politico ad andare a lavorare …

Ma queste esternazioni non mancano anche fra colleghi politici. C’è anche chi, infatti, ricoprendo un prestigioso incarico istituzionale, come è il caso  di Vincenzo De Luca,  invita assai sbrigativamente ad andare a lavorare  anche il Presidente del Consiglio,  aggiungendo, a mo’ di rafforzativo, un volgare epiteto, decisamente oltre i limiti della decenza.

Questo, comunque la si pensi, qualunque orientamento politico si abbia, peggiora ulteriormente un panorama già abbastanza desolato nel quale, in tutti gli schieramenti, Governo compreso, quanto a modi di manifestare il proprio dissenso verso le fazioni avverse c’è ben poco da stare allegri.  

Quasi contemporanea a quella della Schlein, la presenza nell’isola della Premier Giorgia Meloni, allo scopo di sostenere e promuovere il candidato scelto dal Centrodestra.

Nel suo intervento, a mio avviso  opinabile, sopra le righe e a tratti imbarazzante,  dal palco della Fiera di Cagliari per il comizio finale della campagna di Paolo Truzzu per la presidenza della Sardegna, fra le altre cose ha usato toni trionfalistici, per l’operato del Governo. Indubbiamente i dati snocciolati sulle varie rate del PNRR, sull’occupazione, etc. sono verificabili e non possono ovviamente essere citati a casaccio ma, consiglio personale non richiesto, dico alla Premier che l’atteggiamento troppo sicuro e compiaciuto di sé, così come  gli “sfottò” diretti agli avversari,  non portano sicuramente simpatie e consensi… potrebbero, invece, alienarli.

Certo con modi più civili di quelli usati dal Presidente della regione Campania, si potrebbe dire a Giorgia Meloni non tanto di andare a lavorare… dato che  non la si può sicuramente tacciare di pigrizia… ma di continuare a lavorare, ecco, ma senza  pensare di poter riposare su metaforici allori che, in politica e non solo, sappiamo che possono trasformarsi, in un batter d’occhio, magari nel giro di una tornata elettorale, in scomodissimi rovi spinosi.

Questo pezzo, preciso, è stato scritto prima delle votazioni, oltre che, ovviamente, prima che i risultati fossero resi noti.

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