sindaco cosa sta creando? Cerco e spero di aver creato in questi anni che mi hanno visto protagonista , una certa realtà produttiva ed economica, di sviluppo e rilancio di un territorio che indubbiamente ha subito una fase di standby , di silente appiattimento e quindi spero di aver contribuito a rilanciare questo territorio che sta subendo questa congiuntura che vede coinvolto tutto il mondo. Le grandi imprese nascono da piccole opportunità – sempre parole sue – quali sono le opportunità che sta cogliendo? Più che colto, ho cercato, con un lavoro di continuità rispetto al passato, di creare e realizzare opportunità per i cittadini finalesi, che ora finalmente hanno sul territorio validi servizi alla persona. Finale, un luogo dove i cittadini possano partecipare attivamente alla vita del loro paese e sentirsi parte integrante ed attiva delle decisioni – ancora parole sue. In un momento in cui diminuisce sempre più l’interesse per la politica, e in cui i cittadini sempre meno partecipano, quale magia riesce a compiere? Sicuramente è necessario che il cittadino venga e si senta coinvolto, questa è la grande strategia che un’amministrazione e quindi anche un sindaco deve riuscire a portare avanti. Veramente ci vuole la grande capacità di coinvolgere il cittadino attraverso iniziative, incontri, non si può permettere che la gente si disinnamori della politica. Si abusa certamente di termini come bilanci partecipati, e o simili, forse si abusa di queste parole, ma vogliono adoperate nel loro pieno senso e questa amministrazione sicuramente ha cercato di coinvolgere le persone, tanto che sul nostro territorio sono presenti oltre 100 associazioni, tra volontariato, sport associazionismo… questo è sicuramente un segno tangibile che c’è stato da parte dell’amministrazione. Le decisioni di Bruxelles stanno penalizzando fortemente il settore bieticolo – saccarifero. Già Finale ha subito crisi pesantissime nel settore agro-alimentare. Abbiamo saputo che gli agricoltori e i proprietari degli zuccherifici (pare) riceveranno un indennizzo, ma quali sono le soluzioni per difendere i salari degli operai che si troveranno presto senza lavoro? Si parla di riconversione, ma è stato messo nero su bianco? Questo è il grande serio problema: sono stati salvaguardati gli interessi dei proprietari, con contributi europei per la riconversione degli stabilimenti, sono stati erogati contributi per gli agricoltori perché non seminino bietole, ma gli ammortizzatori sociali che comunque si sono creati per sostenere l’ammanco economico da parte di tante persone, non sono veritieri. La cosa più Parliamo di viabilità: è di questi giorni la notizia del finanziamento quasi totale del piano della sicurezza. Lo illustra a grandi linee? E per tangenziale, rotonde e quant’altro quanto però spenderanno i finalesi? Con il piano della sicurezza siamo arrivati primi a livello regionale, credo sia un vanto per l’amministrazione, ma soprattutto per i tecnici di Finale Emilia. Era la regione erogherà 1 milione di euro, noi due milioni per il prossimo quinquennio. Tutto il territorio sarà riqualificato sull’aspetto viario: incroci, viabilità sia primaria sia secondaria, tutto riconvertito in una viabilità sana e dignitosa. Tengo a assicurare che il secondo stralcio della tangenziale è già decollato, è già stato accantierato ed appaltato, e vedrà la sua ultimazione a novembre 2006, massimo marzo 2007. Auguriamoci che in seconda battuta arrivi anche la Cispadana che sembra diventata da 40 anni a questa parte solo uno spot elettorale La Sat, adducendo la scusa che nella zona del distretto ceramico non c’è posto, ha già acquistato il terreno per una discarica e per un impianto di smaltimento per stoccare i rifiuti da Serra a Sassuolo, Maranello, Fiorano, Formigine. Cosa ci guadagna il Comune? Intanto Sat ha fatto la parte dell’azienda che dice “Non ho possibilità di conferire Rsu sul mio territorio, in altri territori perché non c’ spazio. Sappiamo che il piano provinciale prevede a Finale Emilia l’ampliamento della discarica, a questo punto mi faccio concorrente per acquistare i terreni”. Il comune di Finale Emilia guadagna come chiunque abbia le condizioni per ampliare una discarica, cioè quello che è stato stabilito e che è conferito ai Comune che hanno sul proprio territorio un impianto di smaltimento. Lei non è proprio rosso, ma il bilancio del suo comune invece lo è e parecchio. Quali motivi e quali le soluzioni? Come tutti i bilanci comunali! Qual è quel bilancio non in difficoltà. Ma come ogni buon padre di famiglia, si attingo mutui, si abbattono mutui… è normale che sia così per una città che si evolve. Nella Sua giunta non c’è neppure una donna. Le finalesi amano fare i tortellini e non si preoccupano dell’amministrazione della città? Certo che le finalesi sono Mentre nel consiglio comunale ragazzi, il sindaco è una fanciulla, Margherita. Si sente minacciato? E’ una ragazzina di Massa Finalese, e perbacco, ben vengano le donne, certo che mon mi sento assolutamente minacciato! E poi le donne in tante cose sono più brave di noi, sanno mediare meglio Il castello delle Rocche, il cimitero ebraico più antico dell’Emilia, manifestazioni legate alla storia e ai fasti di Finale: un paese ricco di iniziative e luoghi da visitare. Ha ancora qualche sorpresa nel cassetto? Sì ce l’ho una sorpresa, l’ho appena annunciata. Credo sia importante oggi a causa dell’aria tesa che si respira sia all’interno sia all’esterno della nazione, di cercare avvenimenti che coinvolgano tante fazioni politiche – religiose. Noi siamo i titolari della sfogliata o torta degli ebrei, unico prodotto al mondo che esiste con queste caratteristiche. E’ un prodotto che voleva essere vietato ai musulmani e fu arricchito di strutto, ma lo stesso prodotto, praticamente fratello, in Turchia è cucinato senza lo strutto, anche gli ortodossi hanno una torta analoga alla nostra. Allora l’8 dicembre del 2006, festa della sfogliata, festa dedicata al mondo ebraico, finalese e non, vorrei riuscire a coinvolgere attraverso questo prodotto, messo in tavola, il mondo cattolico, ortodosso e musulmano. Sarebbe un grandissimo segno d’apertura, importante, ma soprattutto l’addio di un cammino, e se non l’addio, il tentativo di sedare un po’ questa tensione che esiste tra diverse religioni, tra diverse caratteristiche, anche umane, e si sa che spesso a tavola si parla di più. A maggio elezioni comunali: quali propositi per il nuovo anno che convincano i suoi concittadini che non c’è sindaco migliore? Non mi permetterei mai di affermare che non c’è sindaco migliore di me. No, no, intanto non mi sono mai permesso di rispondere agli attacchi né verbali, né sulla carta stampata, né in via epistolare, neppure in consiglio comunale. Ho sempre creduto che le risposte si debbano dare con i fatti e quindi io dico sempre, è il mio motto “Vediamo chi ha fatto i fatti, e vediamo chi ha fatto parole” . Credo che alle porte di un mandato elettorale la gente non abbia bisogno di un sindaco che dica “Io sono il più bravo”, credo che un sindaco in cinque anni debba aver dimostrato la sua valenza, la sua capacità, sono quei cinque anni il veicolo elettorale, non i 30 giorni prima. Ma questo non vale solo per Soragni, vale per tutti. Credo che in questi anni abbiamo lavorato bene, abbiamo raggiunto tantissimi obiettivi e la risposta che i miei cittadini possano dare, sarà attraverso le urne. Abbiamo fatto tanto, qualcosa di fatto bene, qualcosa si sbaglia, ma quando si decide qualcuno si accontenta, qualcuno no, la se non si ha la capacità di decidere non si è né carne né pesce e non si fa il bene di nessuno. Credo in ogni modo che un buon sindaco abbia la capacità di rapportarsi a quella che io chiamo la signora Maria e al grande imprenditore che vuole investire sul territorio Se un amministratore ha questa flessibilità mentale credo riesca a dare buone risposte come amministratore, ci non si deve mai dimenticare del cittadino, ognuno deve essere tutti presi in considerazione con pari dignità. |
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