Alimentare. Amico (ER Coraggiosa): “”Più controlli in distretto carni, monitorare appalti dubbi””

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Interrogazione dopo i controlli dai carabinieri del Nas in uno stabilimento della provincia di Modena: “”Attenzione alle false cooperative, lotta al caporalato e istituzione di un marchio ‘fair trade’ per le produzioni locali””
 

Monitorare gli appalti di manodopera di dubbia legittimità (“attraverso l’utilizzo di cooperative spurie o di altre pseudo imprese intestate a prestanome”) e riportare il distretto delle carni sui sentieri della legalità (battendosi anche contro il caporalato), sollecitando il governo a svolgere più controlli e la Regione a farsi promotrice di un marchio di certificazione etica “fair trade” per i prodotti locali, “al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e i consumatori sulla sicurezza alimentare dei prodotti di filiera locale”.

Sono i punti principali di un’interrogazione presentata alla Giunta da Federico Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) e firmata anche dal capogruppo Igor Taruffi.

L’atto ispettivo parte dai controlli dei carabinieri del Nas, nei giorni scorsi, “in uno stabilimento di lavorazione di carni suine della provincia di Modena dove sono stati trovati prosciutti conservati su pavimenti con sporcizia diffusa, ruggine, sangue e residui di lavaggio”.

La Flai/Cgil di Modena, si legge nel testo dell’atto ispettivo, ha affermato che “il primo problema del distretto delle carni modenese è la legalità” e l’uso di appalti ad “alta densità di manodopera” che spesso fanno riferimento “a false cooperative o a società di semplice intermediazione, e le pratiche legate al clima di illegalità gettano discredito sul Made in Italy e sul distretto delle carni”.

Federico Amico afferma che il comparto carni, “in particolare il distretto di Vignola, rappresenta il polo più importante in Europa per la prima lavorazione delle carni (disosso, rifilo, sezionamento e selezione)”. Inoltre, nel comparto carni modenese, “allo strame di diritti del lavoro si aggiunge il prevedibile – nella logica della competizione senza regole – depauperamento delle condizioni di sicurezza alimentare che, oltre a comportare rischi per la salute dei cittadini, scredita il distretto delle carni modenese di fronte all’opinione pubblica, con il rischio di ripercussioni negative sui mercati interni ed esteri, e quindi sulla produzione e sull’occupazione nel distretto stesso”.

(Gianfranco Salvatori)

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