“Alfabeti 2018”

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Tenutosi a Fiorano e rigorosamente ad ingresso gratuito, ha visto succedersi 21 personalità, tra cui Umberto Galimberti, Federico Rampini e Gustavo Zagrebelsky, che attraverso le loro lezioni magistrali hanno focalizzato l’attenzione su 21 parole differenti.

   Servizio fotografico di Corrado Corradi   


Si è concluso con grande successo di pubblico la scorsa domenica il Festival “Alfabeti”, che ha posto al centro del dibattito la parola.

Tenutosi a Fiorano e rigorosamente ad ingresso gratuito, ha visto succedersi 21 personalità, tra cui Umberto Galimberti, Federico Rampini e Gustavo Zagrebelsky, che attraverso le loro lezioni magistrali hanno focalizzato l’attenzione su 21 parole differenti.

Ad aprire la manifestazione venerdì 1 giugno è stato proprio Galimberti – filosofo e collaboratore de “La Repubblica”– il quale ha tenuto una conferenza che ha avuto ad oggetto la parola amore, per il relatore sentimento – richiamando Platone – paragonabile alla pazzia. Ha chiuso invece la prima giornata della manifestazione la conferenza/spettacolo “Linee rosse” di Federico Rampini – giornalista, scrittore, e docente dal 2009 corrispondente da New York sempre per “La Repubblica” – che ha portato sul palco la geopolitica, “raccontando le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole e interpretando numeri e linee di confine” che, secondo il relatore, delimitano un mondo in cui “gli stati che crescono costruiscono strade, mentre quelli in declino muri”.

Il programma del secondo giorno del Festival – 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana – ha visto in mattinata dialogare il noto costituzionalista Gustavo Zagrebelsky ed il sindaco di Fiorano Francesco Tosi giustamente sulla parola costituzione. Nella serata della stessa giornata il giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner ha invece tenuto una conferenza sulla parola razza, nel corso della quale ha chiaramente affermato come “i nostri figli e nipoti ci chiederanno dove eravamo quando avremmo dovuto eliminare la discriminazione razziale che purtroppo oggi, e se non si interviene in tempo probabilmente anche in futuro, regna sovrana”.

Nell’ultima giornata della manifestazione c’è stata inoltre possibilità di assistere alla conferenza del saggista e teologo Vito Mancuso che ha avuto ad oggetto la parola etica.

Chiude infine il Festival la conferenza del comico e scrittore Alessandro Bergonzoni appunto sulla parola che è stata posta – come si è detto a inizio articolo – al centro del dibattito, ossia parola.

Come un cerchio che si chiude, entro il quale 21 lezioni magistrali hanno incrementato il patrimonio culturale del numeroso pubblico accorso che ha così potuto riflettere sul fenomeno linguistico che permette agli uomini di comunicare.

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