Alcuni quesiti

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Sto seguendo con interesse questa situazione che ormai da un mese infiamma genitori ed ex studenti su tutte le testate locali.

Mi trovo molto d’accordo con queste persone: perché le varie industrie che attingono annualmente dal Fermi non si sono fatte vive? Perché si vuole statalizzare il Fermi? Cosa c’è dietro a tutto ciò visto che è un istituto di eccellenza che funziona? Perché questo muro di omertà nei confronti degli utenti-studenti-genitori che chiedono chiarimenti e ricevono solo due di picche?

Propongo questa lettera apparsa anche su un quotidiano. È solo uno stralcio di quanto sta accadendo, ma molto significativo.

 

Sono la madre di una studentessa di quarta dell”ITIP Fermi, rappresentante di classe dei genitori. Quando ho saputo che l’Amministrazione Provinciale stava portando avanti, nel più completo silenzio, il processo di statizzazione del Fermi ho scritto al Presidente Sabattini e ll’Assessore Facchini il mio disappunto non solo di genitore, ma di cittadina per l’arroganza dimostrata dal potere politico nella gestione di una vicenda che merita un’attenzione straordinaria, che richiede l’apporto ed il consenso di tutte le parti in causa: il Fermi é una scuola molto importante per la realtà economica e sociale del nostro territorio.

Prima di “”sbolognare”” il Fermi allo Stato (purtroppo tutti sappiamo come viene tratta l’istruzione dallo Stato!!!) vediamo se esistono altre soluzioni praticabili e in ogni caso, come ho scritto agli Amministratori Provinciali senza però ottenere la minima attenzione, il percorso che si intende intraprendere sia condiviso con la cittadinanza e trasparente.

Ieri mio marito, le mie figlie ed io siamo rimasti esterefatti alle parole proferite dal Presidente Sabattini in conferenza stampa: quest’uomo non sa nulla del Fermi!!!! Come può anche solo pensare che nel 2007 in una scuola PUBBLICA italiana, come é il Fermi, si entri per graduatorie basate sul censo? In ogni caso, come ho già avuto modo di dire, il numero chiuso non è un problema perché se il livello di impegno richiesto dalla scuola é elevato la “”selezione”” é naturale, come dimostrano altre scuole della nostra città (ad esempio il liceo classico Muratori o il liceo scientifico Wiligelmo).

Ci dicano piuttosto il Presidente Sabattini e l’Assessore Facchini quale progetto hanno predisposto per passare allo Stato l’Istituto Fermi, non parlando solo della solita storia dei docenti ma piuttosto della gestione dei laboratori, della gestione dei progetti che questo Istituto realizza in
collaborazione con Confindustria Ceramica ed altri soggetti, di cosa intende l’Assessore Facchini con il tanto sbandierato “”ampliamento dell’offerta formativa””, dell’ampliamento dell’organico degli addetti amministrativi da 4 a 10 persone (a che cosa servono???) e tutti gli altri dettagli della proposta di accordo che dovrebbero avere predisposto. Inutile dire che queste risposte dovrebbero essere date in un’assemblea aperta a genitori, studenti, docenti, alle associazioni di categoria interessate, ai cittadini e non in una conferenza stampa o in un’intervista.
La mia famiglia ed io non possiamo inoltre esimerci dal commentare brevemente la lettera del dirigente scolastico del I.T.I.S. Fermo Corni Gino Malaguti apparsa sulla Gazzetta di Modena dell’8 giugno: scandalosa e deprimente!!!! Scandalosa perché forse Malaguti crede che al Fermi ci sia una selezione, oltre che di censo, anche di razza e che al Fermi si viva fuori dalla “”complessa società modenese di cui già si fanno carico le scuole statali”” di Modena che evidentemente egli reputa di livello inferiore all’ITIP Fermi (?????) e quindi, secondo lui, meglio abbassare il livello di tutte le scuole: che nessuno si distingua!! Così chi lavora male si camuffa nel mucchio!!! Deprimente perché la “”tiritera”” sui privilegi dei docenti e personale del Fermi ci ricorda tanto le guerre tra poveri. La risposta del Direttore della Gazzetta ci trova quanto mai d’accordo

 

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