Al voto, al voto

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In vista delle imminenti elezioni politiche abbiamo intervistato Giovanni Franco Orlando, capolista alla Camera dei Deputati per il partito socialista italiano, assessore in carica alle Politiche Ambientali del Comune di Modena

Assessore, sono tante le formazioni politiche che si dichiarano più o meno riformiste: il vostro partito dove si collocherà in parlamento se supererete l’alta soglia di sbarramento del  4% alla Camera e dell’8%al Senato?  

 

 “Noi siamo una valida e credibile alternativa ai due colossi Pd e Pdl che da settimane cercano di accreditare la tesi che il voto dato alle piccole formazioni politiche sia inutile: noi invece riteniamo, a buon diritto, di essere gli unici eredi del  partito socialista , veri garanti della laicità e dei diritti civili: dai diritti delle coppie di fatto alla libera autodeterminazione delle donne per la difesa della legge 194 e per l’abolizione della legge numero 40 che, di fatto, ha reso impossibile ed impraticabile in Italia la tecnica della fecondazione assistita.

 

Fu l’atteggiamento ambiguo dell’Unione ai tempi del referendum sulla legge 40 sulla fecondazione assistita a creare un solco tra voi, i Ds e la Margherita?

    

 Sì, da allora noi  abbiamo preso purtroppo atto del “deficit di laicità” tra le file dei vari partiti che costituivano l’Unione: infatti, assieme ai radicali e ad alcuni fuoriusciti Ds come il modeneseTurci, abbiamo dato vita alla Rosa nel Pugno, un nuovo soggetto politico dal programma tutto incentrato su difesa ad oltranza di laicità e libertà civili: due leitmotiv che saranno sempre la quintessenza del nostro Dna politico e programmatico, con la differenza che i radicali hanno accettato la candidatura nelle liste dell’onnivoro e fagocitatore Pd pagando l’altissimo prezzo dell’eliminazione del simbolo del partito e della sua gloriosa storia: come potranno convivere nella stessa formazione politica Emma Bonino e la Binetti che vanta dichiaratamente di indossare il cilicio e rappresenta la evidente fortissima componente clericale? 

 

Dunque la vostra è una coraggiosa scelta di coerenza politica e di orgoglio per un simbolo ed un partito importantissimo nella storia italiana del ‘900 col rischio però di restare esclusi da Camera e Senato e divenire profeti disarmati, secondo la celebre metafora del Machiavelli?

 

Siamo disposti a correre questo rischio, orgogliosi di essere, oggi, nel panorama politico italiano, l’unica sinistra laica, riformista, moderata, a differenza della sinistra “Arcobaleno” ancora orgogliosa del suo passato comunista e su posizioni estremiste come il niet totale su tutti i fronti al principio di flessibilità ed  alle liberalizzazioni: una sinistra radicale che è e sarà sempre ostaggio di una concezione paralizzante dell’ambientalismo, tutta ancora incentrata sugli schemi della lotta di classe.

 

Il vostro Psi avrebbe potuto trovare comodo riparo nelle liste del Pd pena la condizione della “damnatio ed abolitio” di nome, simbolo e una gloriosa storia più che secolare?

 

Ci presentiamo agli elettori orgogliosi di un partito che ha dato all’Italia un grande statista come Bettino Craxi: un grande italiano che nel 1982 si contese con Giovanni Spadolini il “Copyright” delle manifestazioni per la celebrazione del primo centenario di Giuseppe Garibaldi, morto nel 1882: una straordinaria gara di alto spessore politico, civico e culturale, impensabile oggi con il bassissimo livello della classe politica italiana che continua a considerare tuttoggi Craxi come un latitante morto in esilio, unico capro espiatorio condannato da un pool di magistrati che hanno così azzerato il pentapartito creando così un vuoto di potere occupato poi da Berlusconi: un’anomalia tutta Italiana.

 

Dove vi collocherete nel parlamento europeo alle future elezioni europee?

 

Siamo un partito socialista che
considera giustizia ed equità, diritti e doveri l’obiettivo di un serio ed articolato programma riformista e siamo l’unico partito socialista che è l’unico in Italia a riconoscersi nel partito socialista europeo e nell’internazionale socialista di cui fanno parte lo spagnolo Zapatero e la francese Sègolene Royal. Una scelta politica che il Pd non farà, poiché troppo condizionato dalla Margherita e finirà alla fine per confluire nelle fila del partito popolare europeo: una situazione grottesca.

 

Sul fronte della politica estera cosa proponete?

 

E’ indubitabile che tra i valori imprescindibili noi crediamo nell’unità d’Europa e nell’alleanza atlantica, la Nato da consolidarsi su un piano di perfetta parità con gli Usa attraverso una Unione Europea dal più incisivo ruolo geopolitico. Una Ue che nei fatti  sia la realizzazione del sogno del grande padre fondatore del Psi italiano Filippo Turati che parlava profeticamente di Stati Uniti d’Europa, all’insegna di una concezione multilaterale dei rapporti tra occidente ed oriente.

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