Al Papà di Eluana

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Il rispetto che ho per il pensiero altrui, mi rafforza anche, e profondamente, in quello che alberga nella mia anima. Lo scrivo qui, con sincerità, crudezza e tenerezza insieme, con la presunzione di credere che sia condivisibile da altre persone, altri genitori, e non solo. Non entro nel merito, non voglio parlare di cose come l’accanimento terapeutico, la qualità della vita, la dignità della morte…Ci sono persone importanti e preparate, che già lo fanno. Ma solo questo Le dico, solo questo: vorrei, vorrei tanto poter tenere la mano alla mia bambina addormentata, anche se il suo sonno fosse lo stesso sonno di Eluana, anche se il suo cibo e la sua acqua fossero gli stessi di Eluana. Non sentirei la sua voce, ma le farei sentire la mia, le parlerei del mondo, che è cambiato da quando lei dorme, le racconterei tante cose, le farei vedere con le mie parole ciò che non può vedere, le parlerei di quello che fanno le sue compagne di scuola, di quello che il suo papà ed io facciamo, le racconterei delle buffe cose che la sua gattina fa, le pettinerei i capelli, la terrei pulita, ordinata,coccolata e amata. Questo farei. Relegando ai pochi minuti in cui non sono con lei, la mia disperazione, la sensazione di ingiustizia, la ribellione, il dolore e le grida d’angoscia e di protesta, contro il Destino, forse anche contro Dio. Perché a mia figlia, perché a me, perché a noi, perché? Sono imperfetta, sono egoista, sono impreparata alla sofferenza, mia e delle persone che amo e mi dispererei. Ma, tornata nella sua stanza, le stringerei la mano, della quale conosco ogni morbida linea, e riprenderei il mio posto, parlandole ogni tanto con voce serena, sperando che mi ascolti, e che forse sorrida di qualcosa che le racconto. Nessuno potrebbe farmi lasciare la mano di mia figlia, neppure il mio egoismo e la mia sofferenza. Forse la mia sarebbe una “non vita”. Sicuramente anzi sarebbe una “”non vita”” . Ma vorrei tanto poter fare così. Lei lo può ancora fare.

Questa è la mia ideale lettera al papà di Eluana, lettera che vuole essere anche un ringraziamento a Ugolino per aver trattato, con profondità e sensibilità rare, questo argomento.

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