Al Centro Ferrari convegno sulla nuova generazione di cattolici in politica

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Una platea gremita di persone ha ascoltato attentamente le riflessioni emerse sera al Centro culturale Francesco Luigi Ferrari durante il convegno “Travolti da un’insolita passione – Verso una nuova generazione di cattolici in politica” organizzato del centro culturale in collaborazione con le ACLI di Modena e l’Azione Cattolica di Modena e Nonantola a Palazzo Europa.

Obiettivo dell’incontro, nel quale le due associazioni di laici cattolici hanno riposto grande impegno, quello di stimolare nei giovani una nuova passione, un’attenta partecipazione alle questioni del nostro Paese. Convinte che un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni nella politica e nella cosa pubblica sia la base da cui ripartire per un bene davvero comune.

Nell’introdurre i lavori del simposio il presidente provinciale delle ACLI di Modena, Antonio Galli Pesenti, ha sottolineato le difficoltà attualmente legate alla formazione politica e la necessità di un rinnovo radicale in questo settore. “Il primo ostacolo che ci troviamo davanti è il tempo: le associazioni come la nostra spesso hanno davanti un tempo formativo troppo lungo per potersi concentrare sui giovani. Abbiamo bisogno di portare la nostra base sociale ad una velocità nuova, di creare una politica diversa. La mia proposta è quella di fare formazione ai giovani sul campo: diamo loro una teoria di supporto applicabile nel concreto, diamo loro responsabilità. Risvegliamo nelle nuove generazioni l’interesse politico e tracciamo per loro un cammino nuovo. La politica ci guida, ci aiuta, ci sostiene, se è giusta contribuisce allo sviluppo del Paese. Nell’ultimo periodo, però, qualcosa non ha funzionato. Pensiamo alla Bassa, dove è necessario ripartire da zero, e dove i nuovi decreti emanati dal Governo non aiutano lo sviluppo e non danno la possibilità agli imprenditori di andare avanti. Nessuno ci ascolta perchè manca la base sociale: ecco perchè abbiamo assolutamente bisogno di creare una nuova socialità politica”.

All’intervento di Pesenti hanno fatto seguito le parole di Paolo Seghedoni, presidente dell’Azione Cattolica diocesi di Modena-Nonantola, concentrate in prima battuta sulla questione terremoto. “La questione del grave sisma che ci ha colpiti ha a che fare con il tema di questa serata perchè chiama in causa una rete di relazioni che abbiamo imparato e dobbiamo imparare a raffinare attraverso il cammino comune. Bisogna ripartire dall’aversi a cuore, dall’avere cura delle nostre relazioni e dei nostri territori, del nostro Paese. Mentre la politica continua a deludere e ad allontanare i cittadini dalle istituzioni, o a spingere verso forme più o meno evidenti di ‘anti politica’, è necessario un surplus di impegno e lavoro anche da parte della comunità ecclesiale e dei laici cristiani. Oggi vogliamo superare questa politica priva di etica e ripartire dalle relazioni, dal coinvolgimento e dalla formazione delle persone, volgiamo gettare le fondamenta di un bene davvero comune”.

Presente al simposio anche Franco Miano, presidente nazionale di Azione Cattolica: “Fedeltà, creatività, velocità e lungimiranza, sono queste le parole chiave alla base dell’impegno dei cattolici in politica e noi crediamo che siano i giovani a dover trovare questo nuovo sguardo in un tempo che appartiene a loro. Per questo, come Azione Cattolica assieme alle ACLI, stiamo insistendo  sulla riforma della legge elettorale sul tetto al numero di mandati parlamentari”.

Miano ha poi posto tre tematiche all’attenzione dei presenti. Il tema dell’unità politica dei cattolici, che è necessario attingere nella vita della chiesa, partecipata e sentita. Il tema educativo e formativo, la necessità quindi di mirare la proposta formativa ad una formazione integrata, sia sociale che politica. Infine, il tema del territorio: “Dobbiamo far crescere la cultura del territorio e innescarvi quella dimensione di universalità che porta nella vita del locale la capacità di aprirsi ai problemi del mondo intero attraverso il cuore e la mente”.

Andrea Olivero, presidente nazionale delle ACLI, si è dapprima soffermato sulla crisi economica, sociale e di sistema che stiamo vivendo, per poi sottolineare la necessità di mettere in campo una visione strategica sul futuro, attraverso la partecipazione dei territori, elementi questi che fanno della politica una passione. “Per portare avanti l’idea di nuova passione politica c’è bisogno di un nuovo slancio di pensiero: un pensiero “militante” mai autoreferenziale. Il nostro compito oggi, come organizzazioni sociali, è quello di sostenere la democrazia sociale. Come ha detto Papa Benedetto, dobbiamo far emergere una nuova generazione: non una piccola èlite, ma una nuova generazione di cattolici impegnati nel mondo del lavoro, dell’economia, della politica. Da dove ripartire? Gli elementi chiave sono due: passare da una politica fondata sul modello dell’accumulo ad una basata sul modello sostenibile della cooperazione, e, in secondo luogo, promuovere una nuova comunità fondata su solidarietà, sussidiarietà e partecipazione”. Affidate a Gianpietro Cavazza, presidente del Centro culturale Ferrari, le conclusioni: “L’esperienza del terremoto ha fatto riscoprire un maggior senso di comunità nei nostri comuni. Il processo di ricostruzione che sta cominciando deve essere un motivo in più per rivedere il senso e la modalità con cui si costruiscono le città e con cui “si fa comunità”.

 

Terremoto: nel pomeriggio un tavolo di coordinamento tra i vertici delle ACLI

 

L’incontro serale è stato preceduto da una tavola rotonda, svoltasi nel pomeriggio presso la Curia Arcivescovile di Modena, per il coordinamento a livello anche nazionale delle azioni straordinarie a favore dell’emergenza terremoto. Presenti all’incontro: l’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Antonio Lanfranchi, il presidente nazionale delle ACLI, Andrea Olievro, il segretario nazionale dei Giovani delle ACLI, Giuseppe Failla, la presidente nazionale IPSIA, Paola Villa, il presidente regionale della ACLI, Walter Raspa, il presidente regionale US ACLI, Filippo Diaco, il presidente regionale UNASP, Urano Borelli, l’ex presidente provinciale delle ACLI, Francesca Maletti, l’attuale presidente provinciale, Antonio Galli Pesenti, il presidente provinciale dei Giovani delle ACLI, Giuseppe Mulas, e il presidente del circolo ACLI Carpi, Guido Capiluppi. L’assemblea si è mostrata  unanime sull’importanza della rapidità e della concretezza degli aiuti da portare alle popolazioni più colpite dal sisma. I vertici nazionali si sono detti immediatamente disponibili ad offrire tutte le proprie risorse e hanno riposto nelle mani della dirigenza provinciale l’attività di indirizzo, in quanto “voi che siete presenti sul territorio e avete il polso della situazione”, ha riferito il presidente Olivero ai membri del consiglio provinciale. Per quanto riguarda la situazione delle delle chiese “l’obiettivo primario è quello di ristabilire i servizi ecclesiali essenziali in tutte le parrocchie – ha aggiunto l’arcivescovo Lanfranchi – per cui in ogni parrocchia sarà individuato un referente che possa coordinare le attività e dare vita ad eventuali gemellaggi tra parrocchie e poli diocesani, azione fondamentale per la ricostruzione della comunità stessa”.

 

CS

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