Agroalimentare, stangata del Governo.

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Il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli (PD) ha presentato un’interrogazione alla Giunta per segnalare la gravità di un provvedimento governativo che costituirà un aumento delle tasse inusitato e indebolirà il settore agroalimentare in un momento particolarmente delicato per l’economia del settore, già sotto pressione per le difficoltà dei consumi. 

A questo proposito chiarisce e spiega Muzzarelli:

Con il decreto legislativo 194 che prevede controlli igienico sanitari negli alimenti e mangimi il Governo ha previsto un balzello immotivato. Prima del decreto, infatti, era previsto il pagamento per questi controlli, cioè per le tariffe veterinarie, solo per i macelli e i sezionamenti di carne fresca. Le altre imprese del settore non pagavano nulla. Ora, invece, dovranno pagare la tassa 8.000 piccole-medie imprese del settore agroalimentare (di cui 2000 del settore carni) che sviluppano reddito, occupazione e producono prodotti di alta qualità. Il Governo ha deciso di fare cassa contro gli interessi delle imprese che producono, a differenza degli altri paesi dell’Unione Europea che hanno invece hanno agito con migliore progettualità e attuando ridotte richieste agli imprenditori. E’ solo l’Italia che ha applicato la norma a tutte le imprese alimentari”.

“Imprese spesso eccellenti che, nel pieno di una crisi mondiale, subiranno un ulteriore colpo da un Governo che a parole vuole ridurre le tasse, ma nei fatti mette in ginocchio chi produce, fa impresa, offre posti di lavoro”, commenta Muzzarelli, che evidenzia gli aspetti più critici della normativa:

“Oltre all’estensione immotivata del balzello a tutte le imprese dell’agroalimentare ci sono due aspetti veramente assurdi. Primo: l’imposta è una vera e propria tassa e non una (più accettabile tassa sui servizi) visto che deve pagare anche un’azienda che non effettui alcuna visita nell’intero anno; secondo, molte imprese dovranno pagare due volte perché si occupano di due diverse fasi del procedimento di lavorazione della carne (ad esempio produzione insaccati e produzione grassi)”.

Nell’interrogazione Muzzarelli chiede quindi, tra l’altro, alla Giunta “di fare tutto quanto e’ possibile, nell’ambito della conferenza Stato-Regioni per chiedere le modifiche al decreto 194”: non può essere che una direttiva europea (Regolamento CE 882 del 2004) sui controlli sanitari venga interpretata in senso più esteso rispetto a tutti gli altri paesi europei e si trasformi in un balzello per tutto il settore agroalimentari”. “Giorno dopo giorno, emerge il profilo reale di questo esecutivo: dalla sicurezza al fisco, molte parole e zero risultati”, conclude Muzzarelli.

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