Agricoltura. Aziende colpite da cimice asiatica e coronavirus, Lega: servono risorse nazionali ed europee

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L’interrogazione è stata presentata da Bargi, Facci, Marchetti, Pelloni, Borgonzoni e Stragliati: “”Fondi ministeriali insufficienti””
 

La Regione si attivi a livello nazionale ed europeo perché siano stanziate tutte le risorse necessarie per gli agricoltori colpiti dalla cimice asiatica e oggi anche dall’emergenza coronavirus. Lo chiede un’interrogazione di Stafano Bargi, Michele Facci, Daniele Marchetti, Simone Pelloni, Lucia Borgonzoni e Valentina Stragliati della Lega. “”Gli stanziamenti annunciati dal Ministero risultano decisamente insufficienti rispetto ai danni reali subiti dagli agricoltori e l’emergenza dovuta al diffondersi del Covid-19 ha ulteriormente aggravato le difficoltà delle aziende agricole del nostro territorio””, scrivono i consiglieri del Carroccio, che portano l’attenzione anche sugli interventi europei.

“”La Commissione europea, infatti, già dall’ottobre 2019 ha manifestato la disponibilità a prendere in considerazione i problemi dei frutticoltori italiani, senza tuttavia dare seguito a tale promessa e senza adottare le misure di emergenza necessarie per risolvere i problemi specifici. Perché la Regione non si è ancora attivata con l’Unione europea per l’attivazione di questo meccanismo?”” si domandano i consiglieri. Inoltre, i leghisti ricordano che i danni stimati dagli agricoltori a causa della cimice asiatica ammontano a oltre 750milioni di euro. In particolare, i danni alle aziende agricole dell’Emilia-Romagna sono stimati tra il 50% e l’80% sui costi di produzione, con perdita per il 2020 di 3 mila ettari di frutteto e di 270 mila giornate lavorative. “”Oltre ad essere economicamente insufficienti, gli aiuti annunciati tramite il Fondo di solidarietà nazionale risultano essere anche macchinosi e discriminanti, in quanto degli 80milioni promessi solo 40milioni verranno utilizzati il primo anno, di cui 10-15 milioni saranno destinati alla ricerca e il resto per il ristoro danni alle aziende frutticole del nord Italia””.

(Giulia Paltrinieri)

 

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