“Agli italiani non interessa”

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Si parla di disaffezione alla politica ormai da anni. L’ultima volta che si è raggiunto il
quorum in un referendum è stato oltre dieci anni fa. Chi ci guadagna se tutto lo Stato
perde milioni in referendum annullati? Ci guadagna l’unica parte che mese dopo mese
percepisce emolumenti a fronte del nulla: la politica stessa.

“Agli italiani non interessa”.

Con questa frase il politico di turno bolla l’astensionismo record che ha invalidato i cinque quesiti referendari di ieri.

“I politici sono lo specchio del popolo”.

È il commento amaro che ho appena letto stamattina.

Dunque se i politici sono lo specchio del popolo, allora nemmeno a loro interessa.

Insomma la politica non importa a nessuno. È una scocciatura. Qualcuno è pagato per fare politica, altri sono chiamati a rispondere a un referendum. Ma per gli uni e per gli altri, occuparsene è un fastidio. Una gran rottura di scatole.

In un luogo d’Italia addirittura gli scrutatori non si sono presentati ai seggi, complice una partita di finale di campionato (non occorre citare la città, la notizia è nota a tutti e comunque potrebbe essere accaduto ovunque), provocando un caos senza precedenti.

Si parla di disaffezione alla politica ormai da anni. L’ultima volta che si è raggiunto il quorum in un referendum è stato oltre dieci anni fa.

Eppure la politica sa bene come agire quando gli italiani non vogliono fare qualcosa per “disaffezione”.

Per esempio la politica inserisce il canone Rai nelle bollette elettriche configurando una vera e propria estorsione per quello che ancora si ostina a chiamare abbonamento.

Metaforicamente, se gli italiani restano sul divano, la politica, se vuole, glielo toglie, il divano.

E allora a chi giova tutto ciò?

Chi ci guadagna se tutto lo stato perde milioni in referendum annullati?

Ci guadagna l’unica parte che mese dopo mese percepisce emolumenti a fronte del nulla: la politica stessa.

Le nostre tasse finiscono nelle tasche di persone che hanno l’interesse a non farsi sostituire da una crocetta su un foglio. Una crocetta che coi sistemi moderni potrebbe trasformarsi in un tocco sul telefonino, infinitamente meno costoso ed enormemente più efficiente.

Ma sarebbe come pretendere che i petrolieri avanzassero l’auto elettrica a loro svantaggio.

Chi vince dunque è il sistema. Nello specifico questa volta vince la malagiustizia, di cui ci lamentiamo tutti e che trova in questo esito una scappatoia per il non cambiamento.

“Agli italiani non interessa.”

Già. È così.

Alfonso De Prisco

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