Adesso vogliono anche cambiare il galateo in nome dell’uguaglianza di genere

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Bisogna cambiare queste regole sessiste! E non solo per l’indicazione dei prezzi nel menù dei ristoranti. Anche per tutto il resto. Quindi basta anche servirla per prima o versarle da bere. Basta cedere il posto a sedere ad una signora che sta in piedi. Basta cedere il passo alla donna. Basta portarle il bagaglio pesante o porgerle l’ombrello. Tutti atti sessisti. Siamo o non siamo uguali? E allora che cosa sono tutte queste smancerie!

 


Secondo le ultime regole del ‘sessualmente corretto’ applicato alle cose di tutti i giorni non sarebbe più corretto che i ristoranti di un certo livello abbiano due diverse tipologie di menù: una per i clienti maschi con tanto di prezzo per ogni piatto, ed una per le signore senza l’indicazione del costo di ciascuna preparazione. Secondo i profeti della parità di genere sarebbe un atto sessista, discriminatorio nei confronti della donna. Perché mai – sostengono- la donna dovrebbe essere tenuta all’oscuro del costo del suo pasto mentre il suo commensale maschio sa quanto pagherà l’antipasto, il primo, o il dessert? E’ un’ingiustizia! Se parità è fra i sessi, parità dev’essere anche al ristorante. La tradizione e il galateo vogliono che la cena la offra l’uomo, un po’ come fosse un regalo di cui normalmente viene cancellato il prezzo, e allo stesso modo non viene messa al corrente del conto la donna? Tutto sbagliato, dicono i sostenitori della parità di genere. Bisogna cambiare queste regole sessite! E non solo per l’indicazione dei prezzi nel menù dei ristoranti. Anche per tutto il resto. Quindi basta anche servirla per prima o versarle da bere. Basta cedere il posto a seder ad una signora che sta in piedi. Basta  cedere il passo alla donna. Basta portarle il bagaglio pesante o porgerle l’ombrello. Tutti atti sessisti. Siamo o non siamo uguali? E allora che cosa sono tutte queste smancerie! 

Anche questi ragionamenti – si fa per dire- del ‘sessualmente corretto’ vanno incasellati nel più ampio disegno del mainstream di annullare le differenze. Tutte, non solo quelle etniche e culturali, ma perfino quelle fra i sessi, di cui la propaganda Lgbt è la punta di diamante.

Si tratta di un’azione profondamente sovversiva, perché tenta di sovvertire comportamenti ed usi che si sono consolidati nei millenni, il che vorrà pur dire qualcosa.

Basta ragionare. Se l’uomo cede il passo alla donna o le porta un peso non è un atto sessista. Tutt’altro. E’ il riconoscimento codificato nell’educazione, che è la legge non scritta dei popoli sui comportamenti, che siccome è alla donna che la natura ha affidato il compito più importante, cioè quello della prosecuzione della specie; siccome su di lei grava il compito di portare avanti la gravidanza e di partorire; siccome la natura l’ha dotata di una massa muscolare minore e perfino di un numero di globuli rossi inferiore a quello dell’uomo, allora quest’ultimo usa da millenni avere nei suoi confronti certi riguardi. Quasi a compensare, a ringraziare la donna per il ruolo fondamentale che ha nel perpetuare la vita. Il sessismo non c’entra.

 

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