Adesso “ancora” su Eluana

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La sua non è stata eutanasia, non ci sono dubbi: basta un pizzico di conoscenza del greco per escluderlo in modo assoluto. Si è trattato di una tortura imposta ad oltranza per quattro giorni con esito mortifero: chi osasse praticare codeste torture con le medesime modalità ad una cagna, sarebbe punibile con un anno di reclusione.

Tali modalità di tortura sono state definite con miserevole ipocrisia “protocolli” e “procedure”.

Quindi, parlare di “eutanasia” è una corbelleria degna solo di semianalfabeti, definirla “distanasia” è gravemente insufficiente: si è trattato di una morte orribile, altro che “cattiva morte”.

È apprezzabile lo sforzo di fantasia per definire “le modalità del decesso”: arresto cardio-respiratorio dovuto a deficit elettrolitico per disidratazione: evviva! Come previsto le “modalità del decesso” sono “compatibili” con le “procedure” del “protocollo”, protocollo che a sua volta è conforme al “decreto” della corte. Esemplare e raffinata ipocrisia assai simile al linguaggio ed al contenuto delle “procedure” contenute nel “protocollo” della Aktion T4[1].

Chiariti questi aspetti, avrei alcune domande da porre ad alcuni protagonisti della vicenda di Eluana e agli inquirenti.

  1. Quell’illustre luminare che ha dichiarato davanti alle telecamere che Eluana morì diciassette anni orsono al momento dell’incidente, come considera questo secondo evento?
    1. Una seconda morte dopo una risurrezione intervenuta nel frattempo,
    2. una morte fittizia,
    3. oppure la morte che, secondo il luminare è avvenuta al momento dell’incidente, non era tale?
  2. È troppo ingenuo attendersi che il signore in questione sia radiato al più presto dall’Albo dell’Ordine dei medici?
  3. Qualcuno ritiene che, quando vi fosse la necessità di accelerare i tempi, gli esecutori “delle procedure contenute nel protocollo compatibili con il decreto dalla corte” sarebbero tanto sciocchi da utilizzare sostanze in qualche modo rilevabili all’esame autoptico?
  4. Qualcuno pensa che i suddetti esecutori possano essere stati sfiorati dal dubbio di utilizzare un “farmaco”, ligi come sono al Giuramento di Ippocrate[2]?
  5. Come fare allora ad accelerare urgentemente le procedure del protocollo, senza correre il rischio di essere scoperti e avere poi qualche rogna?

Riporto la cronaca delle ultime ore di Eluana:

“La mattina di lunedì era passata senza particolari problemi, conside­rando che Eluana non veniva nutrita né idratata da ormai tre giorni. Le pre­viste iniezioni intramuscolari di seda­tivo e anti-epilettico, l’inumidimento delle labbra, la costante misurazione delle funzioni vitali, tutto come previ­sto dal protocollo. Poi, nel pomerig­gio, la temperatura che si alza. Feb­bre. Alle 17 e 30 arrivano i consulenti della Procura, quelli incaricati di con­trollare l’esatta applicazione delle procedure. E la trovano calda, molto calda. L’infermiera di turno la rinfre­sca ancora, chiamano il dottor De Monte, responsabile dell’equipe, che si precipita alla casa di cura. Alle 18 e 40 la situazione si aggrava ancora, la febbre è molto alta. Alle 19 e 35 il cuore smette di battere. Mezz’ora di elet­troencefalogramma, come previsto dalla legge. Poi, poco dopo le 20, la dichiarazione ufficiale di morte.”[3]

Ultime quattro domande con il solo scopo di fugare alcuni dubbi:

  1. Qualcuno fra gli inquirenti si è preoccupato di verificare se la temperatura ambientale ove giaceva Eluana fosse o meno monitorata e, nel caso lo fosse, se esiste un tabulato o un grafico che riporti i valori in continuum riferiti alle ultime dieci ore di vita di Eluana?
  2. Quali effetti potrebbe avere avuto su un fisico disidratato da quasi quattro giorni come quello di Eluana un innalzamento della temperatura ambientale, diciamo a 40 °C, per circa 15 minuti?

(Riportare la temperatura ambientale al valore desiderato richiederebbe a Udine, in inverno, al massimo un minuto: basta spalancare le finestre. Poi si finge di lanciare l’allarme)

  1. Come si spiega clinicamente un innalzamento così severo ed improvviso della temperatura corporea?
  2. Se gli effetti di questo innalzamento sono quelli che malignamente ipotizzo, sarebbe rilevabile qualcosa all’esame autoptico?

Non mi aspetto ovviamente risposte dagli esecutori “delle procedure contenute nel protocollo compatibili con il decreto dalla corte”, e nemmeno dagli inquirenti.

Sono perfettamente conscio del fatto che, quand’anche questa ipotesi rispondesse al vero, non rappresenterebbe alcunché sotto il profilo legale, anzi, gli esecutori “delle procedure contenute nel protocollo compatibili con il decreto dalla corte” se ne farebbero un maggior vanto e i loro volti sarebbero più soddisfatti per la vittoria.

Mi accontenterei del parere di un medico. Medico che ringrazio fin d’ora.



[2] Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio …

[3] Libero ed. dell’ 11 febbraio 2009 – pag. 13 : L’autopsia «Era disidratata, le si è fermato il cuore» di Andrea Scaglia

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