Ad onta dell’art. 21

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“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”  Diciamo quasi  tutti…dato che  una platea, poco civile e poco democratica, ha impedito l’intervento del Ministro Eugenia Roccella agli Stati Generali della Natalità organizzati a Roma. Non è la prima volta, sicuramente non sarà l’ultima

… voler mettere a tacere chi la pensa diversamente contrasta con le basi della civiltà e con la nostra Costituzione…”

Il virgolettato, riportato da più testate giornalistiche, viene indicato come tratto dalla telefonata di solidarietà che il Presidente della Repubblica ha fatto al Ministro  Roccella, dopo  l’ennesima contestazione, con conseguente abbandono del palco da parte dell’esponente politica, prima ancora di poter iniziare il suo  discorso.

Non vorrei ripetermi ma, con tutto il rispetto per i suoi meriti personali e professionali, l’esponente politica in questione appare troppo rinunciataria; come accaduto al Salone del Libro  di Torino, un anno fa di  questi tempi,  dà l’impressione  di non avere il carattere né il carisma necessario a contrastare  una platea urlante di ossesse (e anche  alcuni ossessi…) che l’hanno contestata pesantemente, impedendole di parlare.  I predetti, accompagnando l’azione con cori e invettive di vario tipo, hanno innalzato cartelli… il più visibile, dato che ogni lettera della frase era retta da una singola persona, ripeteva l’annoso ma sempre attuale slogan: “Sul mio corpo  decido io”.
Il tema, anch’esso annoso ma sempre attuale, quello  dell’aborto che, giova ricordarlo, è regolamentato dalla nota legge 194 del 1978 per la quale “la donna può richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari.”
L’aborto è quindi alla portata di chiunque lo scelga, senza alcuna restrizione né divieto se non la necessità della prescrizione medica se l’IVG è richiesta oltre i primi 90 giorni.

Il pensiero di Socrate riguardo alle leggi, dopo migliaia di anni è ancora un faro, pertanto non si mette in discussione la legge che deve essere rispettata quandanche  la si considerasse una legge iniqua; in questo caso specifico, comunque,  chi è contrario alla 194 si asterrà dal ricorrere ad essa. Le interpretazioni etiche e morali appartengono alla sfera privata e tutto  ciò che nella società è regolato e permesso da una legge è lecito.

Potrei forse fare qualche osservazione sul fatto che, ancora una volta, il  grande assente è l’uomo, escluso  dalle decisioni, come se quel  futuro bambino fosse unicamente proprietà della donna;  come se ad avere diritto di vita e di morte su di esso fosse soltanto di una parte della coppia. Talvolta l’ assenza maschile è volontaria, per indifferenza, incoscienza, immaturità, incapacità, viltà…chi ne ha più ne metta, non mancano gli esempi  di uomini che, oltre alla capacità di procreazione  hanno  ben poco altro delle qualità che fanno di un qualsiasi maschio  un uomo; altre volte, l’esclusione della figura maschile  è data proprio  dalla assoluta titolarità dei diritti della donna sul proprio  corpo e sulle scelte inerenti ad esso, tutte;  fra queste, si inserisce la scelta dell’interruzione di  gravidanza. Così, ogni donna ha il diritto di poter ricorrere ai medici per eliminare il feto, così  come farebbe per una qualsiasi escrescenza, una verruca o per qualsiasi altra necessità della sua persona. Senza il parere, tantomeno il consenso, dell’uomo.

Ma, al di là del fatto  contingente e dell’argomento che per l’ennesima volta l’ha scatenato, in generale,  è decisamente preoccupante la deriva  incivile e antidemocratica di coloro i quali, in dissenso  con un uomo politico, con uno scrittore, con  un oratore in generale… impediscono un intervento ad un convegno, non permettono  l’accesso ad un ateneo a chi deve tenere una Lectio Magistralis, non consente ad un autore di presentare  un suo libro…
Indipendentemente da chi  subisce questo sopruso, esso  viola la libertà sancita dalla nostra bellissima Costituzione che regolamenta con l’art. 21 la libertà di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Quello che hanno  fatto nei  confronti del Ministro Roccella è solo  l’ultimo episodio, in ordine di tempo, di privazione di un diritto sacrosanto. E’ accaduto persino  con papa Bendetto XVI ma anche con personalità  di minore spicco, in ogni caso sempre  titolari del medesimo diritto.

Credo proprio che  i “padri costituenti” citati  con reverente rispetto ad ogni piè sospinto, non sarebbero  molto  contenti  di  come il  frutto delle loro  fatiche, la Costituzione più bella del mondo”  sia, quando non aggrada, dimenticata e disattesa.
Così  come è ignorato il giudizio pacato e super partes espresso  dal padre  nobile che è il Presidente della Repubblica  … “voler mettere a tacere chi la pensa diversamente contrasta con le basi della civiltà e con la nostra Costituzione…”

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Una risposta

  1. Lasciamoli parlare

    Il processo di marginalizzazione o di annientamento delle sinistre in Italia ed in Europa non si arresta impedendo di parlare ad esponenti di spicco delle destre.
    Le manifestazioni di piazza organizzate unicamente per impedire lo svolgimento di un comizio dell’avversario politico sono semplicemente puerili.
    E’ come se si temesse di ascoltare verità scomode.
    Quando invece la nouvelle vague politica arrivata al potere dall’Ottobre del 2022 ha ben poco da dire ed ancor meno di che vantarsi.
    Borsa e spread sono migliorati ma nei 18 mesi dall’insediamento del governo di Giorgia Meloni il debito pubblico è aumentato di 106 miliardi ed è ormai fuori controllo, mentre il default non è lontano perché quasi 2900 miliardi di euro di debiti sono insostenibili e pesano come un macigno sulle spalle delle future generazioni cui stiamo lasciando soltanto macerie.
    Ci sono inoltre troppe nubi sul premierato e sul futuro ruolo del Presidente della Repubblica e forse è in gioco anche la tenuta del sistema democratico con lo svilimento del ruolo del parlamento.
    Per non parlare poi degli enormi ritardi nel varare il nuovo PNRR che ha comportato lo slittamento di mesi della vagonata di miliardi che sarebbero dovuti arrivare dalla UE e che sarebbero stati ossigeno puro per le casse dello Stato sempre più asfittiche.
    Ma la strada maestra non è impedire all’avversario politico di esprimere le sue opinioni.
    E non solo perché lo dice l’art.21 della costituzione ma perché la libertà di parola e di pensiero sono l’essenza della democrazia.
    Io mi vanto di non appartenere a nessuna ideologia perché non ho mai delegato le mie meningi a nessuno.
    Sul delicato tema dell’aborto, per esempio, mi sono soffermato decine di volte e sempre, pur sapendo che avrei avuto contro tutte le femministe, ho espresso l’avviso che dovesse essere consentito solo nei casi di aborto terapeutico , di violenza carnale o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito .
    So di non essere in linea con lo spirito e la lettera della legge 194 ma da sempre , pur miscredente, ho pensato che la vita fosse sacra, sin dal concepimento.
    Sì, perché il feto non è una cosa inanimata ma è la vita in nuce. E se è vero che deve essere rispettata l’autodeterminazione della donna è altrettanto vero che deve essere rispettato il diritto a nascere di chi è stato concepito.
    Ricordo che la legge 194 del 1974 , che ha depenalizzato l’aborto entro certi limiti , consente alla donna di poter ricorrere all’aborto anche in presenza di condizioni economiche, o sociali o familiari che non consentirebbero di poter sfamare nel dopo il nascituro.
    Mi sembra fin troppo generica la definizione “ condizioni economiche e sociali o familiari “ che giustificherebbero di per sé l’aborto, perché favorisce in maniera esagerata il farvi ricorso al punto tale che l’aborto è diventato una semplice alternativa alla pillola ed alla contraccezione in genere.
    Per me è inconcepibile l’aborto “ad nutum”.
    Ricordo per inciso che in tema di diritto successorio “ conceptus pro iam nato habetur “ . Vale a dire che un essere umano, anche in embrione, ai fini ereditari si considera già un individuo, come se fosse già nato.
    Un paese civile , come è o presume di essere il nostro, deve avere una rete sociale ed economica di sostegno dei neonati appartenenti a nuclei familiari non abbienti e non costringere la madre a disfarsi del feto non potendolo sfamare una volta venuto al mondo .

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