Accidenti ai Cinesi

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In questo periodo di forzata clausura cosa si può fare? Per prima cosa, ringraziare, come si legge nel titolo, chi ti ci ha costretto. Leggo sul web che qualcuno ha scritto che non si deve comprare su una nota piattaforma, se proprio non se ne può fare a meno, ma aiutare i commercianti nostrani. Giusto, ma io aggiungo di non comprare oggetti provenienti dalla Cina, una nazione senza democrazia e senza regole per i lavoratori.

 


Per cercare di sopravvivere alla peggio, ognuno si arrangia come può. Guardare la televisione, può essere una soluzione, tuttavia dato il fatto che la quasi totalità delle emittenti è commerciale, ti becchi ore e ore di reclame. Alcune carine, altre di una bruttezza incredibile che quando arrivo davanti al prodotto pubblicizzato evito accuratamente di acquistarlo. Campagna pubblicitaria che allaga anche i talk show di politica o d’informazione. La conduttrice o il conduttore di turno, senza nessuna pietà e come se non ci fosse un domani, toglie la parola all’intervistato di turno, senza che abbia il tempo di finire il ragionamento, riducendo il tutto a uno spezzatino (chiedo scusa al gustoso piatto per l’accostamento) senza senso. Quello che più stupisce è che chi è chiamati a fare da cornice, raramente si alzano e se ne vanno, anche perché il loro io è soddisfatto ed è un’eventuale passerella per il libro che ha scritto o per quello che scriverà. Penoso. Ma il convento, in altre parole la televisione, ti passa anche trasmissioni in cui la conduttrice si fa i cavoli (il termine esatto dovrebbe essere un altro ma che comincia sempre con c), degli altri. E gli altri, si fanno altri cavoli. Insomma, è una piantagione di cavoli. Vogliamo parlare delle gare canore, dove una giuria valuta le possibilità di successo di aspiranti cantanti, decretando alla fine dell’esibizione, con frasi del tipo fantastico, eccezionale, mi è venuta la pelle d’oca, la fine o il proseguimento delle loro performance (ma molto raramente carriere artistiche). Non m’intendo di musica, ma mi sorge il dubbio che sia giudicato più il loro abbigliamento o il taglio e il colore di capelli, che le loro qualità canore. Uno come Al Bano, sarebbe stato scartato! C’è anche qualche canale che tratta di storia. Peccato, però, che non aggiunga niente di nuovo a quanto già scritto e come il solito manca un contraddittorio. Mi fermo perché rischio di annoiare. Per fortuna che c’è la libertà di lettura ed io leggo molto, specialmente di storia recente e così capisco che chi ci governa ha rara conoscenza del passato. Per questo, fra i tanti problemi, siamo arrivati impreparati alla seconda ondata della pandemia. Temo che quando arriverà il vaccino, mancheranno le siringhe. 

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