Abbassa la tua ICI per favore!

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Abbassa la tua ICI per favore!

Prodi annuncia pomposamente agli italiani che abbasserà l’ICI, poi scende in piazza nella sua città adottiva, Bologna, a festeggiare con i fans dell’Unione. C’era pure il Vasco da Zocca che ha versato mille euro: più Rossi di così.. Peccato però che a Bologna si paghi l’ICI più cara d’Italia. L’unica proposta di calmierarla è venuta due settimane fa dall’opposizione. “”Abbassate l’ICI a quei bolognesi la cui casa ha perso valore perchè intorno sono sorti, con il placet del Comune, campi nomadi e strutture di accoglienza come Villa Salus””- è  la proposta di Forza Italia che chiede così all’amministrazione comunale un “”risarcimento”” per i danni “”sociali e ambientali”” patiti  dai proprietari. Chissà se la richiesta sia estensibile anche a Modena e provincia, a tutela delle proprietà adiacenti a note zone di degrado e, perchè no, a tutta la fascia di abitazioni che hanno la sfiga di ergersi nel raggio di un kilometro intorno all’inceneritore di Albareto! Bononia docet! Intanto attorno a Cofferati la Giunta si ritira: come un gioco di Shangai, i variopinti assessori si sfilano, buon ultimo il rifondaiolo Zamboni. Ma il Cinese di ghiaccio ha pronta la contromossa. Aveva già assurto come Vice l’ex giudice tutelare del Tribunale di Bologna, Adriana Scaramuzzino, e ora strizza l’occhio ad un magistrato dello stesso Tribunale, quel Libero Mancuso che , dopo 40 anni di servizio, pensa alle dimissioni, giusto in tempo per entrare in Giunta. Vecchia amicizia, consolidate dalla comune battaglia contro l’iper liberismo del libro bianco di Marco

 Biagi e della legge delega di riforma del mercato di lavoro, battaglia che vide Mancuso a fianco di giuristi, intellettuali,

 giovani del TPO (Teatro polivalente occupato) e rappresentanti dei “”disobbedienti”” promotori, il sei marzo 2002,  di una pubblica assemblea a Bologna da tenersi prima della manifestazione della CGIL del 23 marzo 2002. Erano quelli momenti di grande tensione nazionale. Pure Luciano Violante, che soggiornò allora tre giorni al Baglioni Hotel  di Bologna, ebbe ivi modo di partecipare ad assemblee sul tema. La grande manifestazione della CGIL doveva tenersi a Roma il 23 marzo ’02. Il diciannove marzo 2002, il prof. Marco Biagi, di ritorno dall’Università di Modena dove lavorava, fu assassinato a Bologna, sotto casa. Tra un mese ricorre in quadriennio del suo sacrificio.

 Ricordiamolo, insieme a tutti i martiri della democrazia, per tenere lontano lo spettro del terrorismo.

 Massimo

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