A volte …ritornano

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Gli “”invisibili”” sono tornati, un anno e mezzo dopo,  a popolare e ad incendiare  la palazzina della Ferrovie dello Stato in via Fanti, 1 a Modena. Tutto come il 20 gennaio 2005, quando denunciai alla stampa il primo dramma di questi homeless: stesso numero di rifugiati, cinque, solito magrebino intossicato e ricoverato in ospedale, stessa modalità d’incendio (la solita sigaretta accesa gettata con negligenza), solito lavoro notturno per i pompieri: Unica variante: la presenza di due cani, fuggiti per la paura fin sopra il tetto con i loro padroni. E sì che dopo il primo incendio erano state murate porte e finestre d’accesso al piano terra dello stabile abbandonato, ma si sa che il bisogno aguzza l’ingegno e un pertugio lo si trova sempre. Quello che mi sorprende è che, ancora una volta, finchè non scoppia il dramma nessuno si accorge dell’andirivieni di tali rifugiati, non la proprietà (FFSS) né tantomeno le forze dell’ordine che alloggiano a 150 metri dal luogo. Avevo  inoltre denunciato mesi fa che l’incuria della siepe di quella palazzina ostacolava la visuale dell’incrocio a chi proviene da via Pico,  ma si vede che a quella proprietà nulla si può imporre. Infatti l’Amministrazione comunale ha preferito cancellare, raschiandolo, l’attraversamento pedonale di via Fanti, per metterlo “”in sicurezza””, affermarono. Ma quale amministrazione aveva allocato in quel punto le zebre pedonali? Il Presidente della Circoscrizione 2, dott. Carpentieri, invita gli utenti del sottopasso ferroviario di via Fanti ad usare il passaggio pedonale situato 60 metri più avanti, giudicato più sicuro, ma intanto i pendolari continuano ad attraversare in quel punto, strisce o no: scommettiamo che prima di intervenire si attende, anche in questo caso, l’incidente ?

Consigliere Forza Italia per la Circoscrizione 2

 

 

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