A volte la capacità del centrosinistra di amplificare i toni su argomenti inesistenti è straodinaria

Condividi su i tuoi canali:

Dario Franceschini, coordinatore nazionale della Margherita è arrivato a Modena venerdì per presentare al Caffè del concerto il suo primo libro ‘Nelle vene quell’acqua d’argento’. Iniziato a scrivere 10 anni fa, l’opera è stata rivista, revisionata e abbellita con il passare del tempo, ma non perde mai gli aspetti cardine del mondo ferrarese (campi, nebbia, acqua ma soprattutto la semplicità dei suoi concittadini).

 

 

Franceschini, lei si è anche scoperto scrittore?

 

 «E’ una vergogna incredibile presentare il mio libro, perché di solito noi politici siamo abituati a parlare con gli altri e degli altri mentre parlare si sé o guardarsi dentro non è facile».

 

 Ce lo racconti?

 

«Ci sono aspetti autobiografici e questioni immaginarie. Il protagonista si chiamo Primo e appartiene ad una famiglia di contadini e ha vissuto una vita piuttosto ordinata. Ha fratelli che si chiamano Secondo, Terzo, Settimio, fino a quando il padre decide che l’ultimo figlio si chiamasse Ultimo. E’ però pericoloso perché quando nasce un altro maschio ecco che si dovrà inventare qualcosa per continuare la tradizione, arriva così Seguito. Un giorno Primo Bottardi ricorda d’improvviso la domanda che un compagno di scuola gli aveva fatto quarantadue anni prima. Non lo ha mai più visto e non sa dove cercarlo ma sente che deve rispondergli. Così parte per un viaggio che lo riporta, tra nostalgie e presagi, di fronte alla maestà del grande fiume della sua giovinezza. Capisce di averlo dimenticato, smarrito tra i giorni accorti di un’esistenza ordinata e lo sente ritornare nella sua vita identico ad allora, potente ed eterno, gonfio di dolcezze e di violenze remote.Risale la corrente lungo l’argine, su un carro trainato da un vecchio cavallo. Attraversa paesi senza tempo, racconti di piene e di secche straordinarie, ricordi di amori consumati tra i pioppi delle golene e di storioni giganteschi come animali preistorici. Infatti è proprio lì che il suo compagno Massimo Civolani è andato a vivere. Nella terra del fiume, dove tutto è insieme prodigioso e normale».

 

 Parliamo un po’ di politica: spesso si sente dire in giro che la Margherita si muove verso una deriva confessionale.

 

 «Io ho un altro timore, che parte della sinistra provi a far passare il concetto che è moderno chi si dice laico ed invece è medievale chi non la condivide. Se vogliamo creare il partito democratico allora il primo punto è rispetto reciproco».

 

Ma il rispetto rischia di diventare libertà assoluta di coscienza, e nei temi etici tutto ciò porterebbe al caos.

 

 «I temi legati alla coscienza diventeranno sempre più attuali nel dibattito politico, la libertà di coscienza è sacra ma solo se è l’atto conclusivo di un percorso mediato. Se non si dovesse arrivare ad un accordo ecco che è meglio adeguarsi alla propria coscienza piuttosto che alle linee guida del partito. Sono invece contrario alla coscienza come base di partenza, dove tutti si rifugiano immediatamente nelle proprie posizioni, o di laicità o di allineamento alla Chiesa».

  Questo è il caso della Margherita?

 

«Questa è una sciocchezza, la Margherita ha sempre assunto su questi temi libertà di coscienza. E’ il caso del referendum per la procreazione assistita, dove il gruppo dirigente ha avuto posizioni diverse. C’è chi ha votato a favore, chi contro e chi ha chiesto di non andare a votare».

 Cattolicesimo e laicità dello Stato.

 

 La Rosa nel pugno vi accusa di calpestare questa equazione.

  «Di questo sono esterrefatto, soprattutto se guardo da chi arrivano certo accuse. Sento riemergere toni anticlericali che pensavano fossero finiti da decenni. Prendiamola così: si avvicinano le elezioni e tutto si spiega».

 

D’altro canto però si sostiene che la Chiesa fosse decenni che non si avvicinasse così tanto alla politica. Il referendum sulla procreazione e i Pacs fuori dal programma dell’Unione sono solo due esempi.

 

 «E’ straordinaria la capacità del centrosinistra di amplificare i toni su argomenti inesistenti. Il punto è che le coppie di fatto non possono essere equiparate alle famiglie, e non perché lo dice la Margherita ma perché è scritto nella Costituzione. Poi nella realtà attuale esistono tantissime coppie di fatto e mi sembra giusto sancire anche per loro diritti e doveri».

 

Sembra un compromesso al ribasso?

 

 «Io la chiamo mediazione intelligente».

 

 

[ratings]

Ultimi articoli

I nostri social

Articoli popolari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

BORGO DEI NONNI

A Lama di Reno il progetto lungimirante per un borgo “speciale” Ilcapogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea

“CALICI DI STELLE”

LUNEDÌ 8 AGOSTO RITORNA IN CENTRO STORICO A CASTELVETRO “CALICI DI STELLE” CON VINO, CIBO E MUSICA. MERCOLEDÌ 10 A LEVIZZANO OSSERVAZIONI DELLA VOLTA CELESTE

I tartufi alle Salse di Nirano

Alla Riserva di Nirano la sede dell’Associazione Tartufai di Modena che collabora nella manutenzione e pulizia dell’area protetta. Pochi forse sanno che sulle pendici dei