A Sassuolo: basta querelle solo per apparire.

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Occorre trovare soluzioni concrete ai problemi. anche sulle politiche giovanili

 

Da mesi, tanti mesi, si parla della questione Fassbinder. Lo dico subito, senza indugi, ha fatto bene il Sindaco ad interrompere “”l’occupazione”” di uno stabile di proprietà comunale da parte di un centro sociale autogestito (non circolo o associazione come qualcuno continua a definirlo) che come ha più volte dichiarato non intende seguire l’iter preposto, cioè costituirsi in associazione, per l’assegnazione di una sede pubblica, cioè pagata con i soldi di tutti.

Come spesso accade, la questione si è spostata dal terreno in cui andrebbe analizzata del rispetto delle regole ed è approdato nell’ideologia.

Il Partito Democratico, si schiera senza distinguo, dalla parte del centro sociale dimenticando che proprio uno dei suoi fondatori, l’ex segretario de “”La Margherita”” Scalabrini, era stato tra i primi a portare in consiglio comunale la “”questione Fassbinder”” e se ne era più volte discusso, a livello di partito, valutando anche l’ipotesi di uno spostamento a San Michele, nella zona di via del Frantoio; anche l’ex sindaco Pattuzzi aveva definito non idonea la sede di via Giordano.

Il tema Fassbinder non è il problema principale dei ragazzi della città. Sassuolo deve saper investire sui giovani creando una “”rete”” di persone, saperi, luoghi e strumenti che coinvolga “”chi ha voglia di fare”. Sono sicuro che ci sono sia le persone adatte che la volontà politica di farlo. Veniamo da decenni in cui chi ha governato si è preoccupato semplicemente dei risultati immediati, senza pensare al futuro.

Si continua a polemizzare, soprattutto a sinistra e sempre più spesso più sui media invece che nei luoghi di dibattito, senza cercare soluzioni concrete. Forse la situazione del Fassbinder è solo un pretesto per apparire piuttosto che un problema sentito. Perché se il Pd ha davvero a cuore la questione non fa proposte invece che polemiche attivando i canali affinché il centro sociale diventi un’associazione acquisendo così il diritto di chiedere uno spazio pubblico all’amministrazione? In quel caso si potrebbe riprendere in esame l’idea di San Michele. Oppure, il neo segretario Pd aveva annunciato la disponibilità della sede di partito di viale XX settembre per chi ne avesse fatto richiesta, perchè non proporla come punto di ritrovo temporaneo per i ragazzi del centro sociale affermando così due concetti chiari che il Comune non può dare una sede a chi non accetta le regole e che il Pd vuole dare voce alla creatività e non alle polemiche; o ancora facendosi portavoce tra le realtà giovanili ad esso più vicine, come l’associazione Temple Bar, per condividere gli spazi a disposizione per concerti e attività ludiche. Di alternative ce ne sarebbero se ci fosse la volontà di cercarle.

 

L’ex segretario Ds e Pd Sassuolo

candidato sindaco lista civica “”Il Coraggio di Cambiare””

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