A proposito di Senatori a vita…

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Nulla da eccepire sulla sua istituzione, come premio all’eccellenza, in qualsiasi campo, scientifico, letterario, artistico, sociale; con buona pace di Brecht, io credo, invece, che una nazione abbia bisogno di eroi e di esempi positivi cui ispirarsi. Tuttavia, dato che queste nomine arrivano a Presidenti della Repubblica emeriti, oppure sono il riconoscimento a personalità già famose e acclamate, titolari di emolumenti e redditi, questa carica dovrebbe essere soltanto onorifica.


Forse, nell’euforia per il processo di riabilitazione dell’ex cav. Berlusconi, c’è chi si è fatto prendere un po’ la mano e ora FI fa un appello ai cittadini affinchè sostengano la petizione per chiedere la sua nomina a “Senatore a vita”. A parte questa notizia della  quale vedremo i futuri sviluppi, se andrà quindi a  buon fine o  se verrà assolutamente dimenticata… dato che se ne  parla, sarebbe opportuna una revisione dell’istituto dei Senatori a vita.

Nulla da eccepire sulla sua istituzione, come premio all’eccellenza, in qualsiasi campo, scientifico, letterario, artistico, sociale; con buona pace di Brecht, io credo, invece, che una nazione abbia bisogno di eroi e di esempi positivi cui ispirarsi. Tuttavia, dato che queste nomine arrivano come “cadeau” a Presidenti della Repubblica emeriti, pertanto già titolari di emolumenti, oppure sono il riconoscimento a personalità già famose e acclamate, a loro volta titolari di emolumenti e redditi, questa carica dovrebbe essere soltanto onorifica. Il prestigio di essere nominati Senatori a vita, iscritti negli annali della Repubblica, salvati dall’oblio cui sono condannati, diciamo così, i comuni mortali.

Si tratta sempre di persone non nell’indigenza, persone che hanno ottenuto, anche grazie al loro talento, una notevole tranquillità economica, per usare un blando paragone.
Il risparmio dell’eventuale soppressione del trattamento economico, sarebbe la classica “goccia in mezzo al mare”? Bene, il mare è fatto di gocce, e se queste spese possono essere evitate, non vedo perché non si possa mutare in tal senso.

Inoltre, e qui la cosa diventa un tantino più interessante, a mio avviso, la carica, oltre che onorifica, pertanto senza ricompensa se non quello immateriale dell’onore, dovrebbe anche essere una carica platonica, non consentendo ai Senatori a vita il diritto di votare come i deputati e Senatori in carica, dopo essere stati eletti; lasciando stare i contorsionismi delle varie leggi elettorali che si sono succedute, una peggiore dell’altra, una più limitativa del potere degli elettori  dell’altra, il mandato elettorale è pur sempre frutto di una scelta del cittadino. Che a votare siano i Senatori a vita che il loro mandato politico l’hanno ampiamente lasciato (parlo per i Presidenti della Repubblica emeriti) o che non ne hanno mai avuto uno, (parlo per le personalità del mondo scientifico, letterario, artistico, economico, sociale…) non mi sembra particolarmente giusto. Anche perché, abbiamo assistito in passato anche recente, a governi che ottenevano la fiducia grazie proprio ai voti dei Senatori a vita… Indimenticabile icona, il Premio Nobel Rita levi Montalcini (scienziata di immenso valore che gode di tutta la stima possibile) che, sorretta da due persone, quasi portata a braccia, si avvia a votare.

Chiaramente i Senatori a vita, per qualsiasi motivo abbiano ottenuto questa carica, hanno un pensiero politico, le loro convinzioni personali, ma forse dovrebbero essere rivisti la prerogativa, il diritto, a votare come gli eletti. Nell’appassionata protesta, la lettera aperta pubblicata su Repubblica il 10 ottobre 2007, con la quale Rita Levi Montalcini difese il suo diritto di voto, chiaramente dice, fra le altre sdegnate parole rivolte a chi l’aveva attaccata (Storace)

“In qualità di Senatore a vita in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana, espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto, esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.”

Giusto, fino a quando non si “deciderà di apporre relative modifiche”. Ecco un’altra cosa che, nella nostra amata casa comune, dovrebbe essere cambiata.

 Quindi, non si cambierà.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

A proposito di senatori a vita…

A.D.Z.

Per Hong Kong non s’inginocchia nessuno

Massimo Nardi

Abbiamo scoperto che i cinesi dell’ex colonia britannica valgono meno degli afro americani. Potenza del denaro.

Graziano Mesina e la Giustizia dalle maglie larghe

Alberto Venturi

Già ho i miei dubbi sul sistema italiano, composto da tre gradi di giudizio, ai quali si appigliano quelli che hanno soldi e avvocati, pronti ad allungare l’iter in attesa che passi il vagone di qualche prescrizione o amnistia, a cosa serve la condanna in primo grado se non applicata? Che poi non venga applicata nel caso di Mesina, con una fedina pensale lunga e pesante, non sta né in cielo né in terra di buonsenso; sta però nelle nostre leggi.

La Divina Commedia

La Reine

Riprendono gli incontri col “Sommo viaggio”

Roba da manicomio

Nicola Rega

Un tema doloroso e attuale, trattato con partecipazione e rispetto coloro i quali soffrono di problemi mentali ma con grande preoccupazione per le vittime dei loro comportamenti. Per evitare che malati di mente nuocciano a sé stessi e agli altri occorrerebbe scortarli per impedire che ciò accada.

Targa Morricone

Francesco Saverio Marzaduri

All’alba del 6 luglio è scomparso a Roma  il Maestro Ennio Morricone. Unanime il cordoglio per una vera leggenda, un mito dei nostri tempi, amato e ammirato come artista e come persona.


Back to gold: investire in oro?

Eugenio Benetazzo

Quello che apprenderete con la lettura di questo editoriale cambierà per sempre la vostra concezione dell’oro come bene rifugio. 

Buona settimana e buona lettura del n. 709 – 399.

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