… a proposito di sciacalli

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Si invoca il silenzio, per rispetto di chi, come Don Malgesini, ha dedicato  l’intera esistenza agli “ultimi”, fino a morire per mano di uno di loro. Parlarne non è opportuno, dato che l’autore è un tunisino, illegale  sul territorio, con  decreti di espulsione non ottemperati.Come da copione, quelli che osano inorridire di fronte a questa barbara uccisione, sono  definiti “sciacalli”... Specie  presente, comunque e in buon numero,  anche fra le file di chi, in uno stato laico qual è l’Italia, biascica come in una sacrestia di carità e accoglienza, celando  ben altri interessi.

 


Siamo  tutti “ultimi” ed esclusi,  in qualcosa e per qualcuno. Talvolta lo siamo nell’ambiente di lavoro, talvolta nella considerazione del prossimo, talvolta negli affetti…E talvolta lo siamo nelle cose essenziali, legate alla sopravvivenza, come chi deve dipendere dalla carità cristiana, dalla solidarietà umana, dalla disponibilità degli altri, per non soccombere.
Fra  questi “ultimi” , accanto a disperati  e derelitti nostri connazionali, sicuramente innumerevoli sono gli stranieri, soprattutto illegali, quei  migranti accolti indiscriminatamente per  apparente umana solidarietà (che paga assai, come immagine…)   e poi abbandonati a sé stessi, liberi di aggirarsi per il territorio, facile preda della criminalità organizzata, a ogni livello, condannati alla più grama vita, senza diritti ma anche e soprattutto senza alcun dovere, neppure il più sacro, come quello di rispettare la vita umana.

Il problema dell’immigrazione, così grossolanamente e inadeguatamente affrontato,  fra carità pelosa e  interessi  economici e politici, è ampiamente trattato, in tutte le salse, rimanendo comunque irrisolto.
La morte di un giovane sacerdote ha destato dolore, sgomento, indignazione, rabbia… ma decisamente in misura contenuta, rispetto ad altri recenti accadimenti. Forse, finire accoltellato alle spalle da qualcuno cui si è sempre fatto solo del bene è contemplato fra i rischi del mestiere di un sacerdote che santamente ha messo in pratica il Vangelo, donandosi ai fratelli senza riserve!
Anche per il funerale di Don Malgesini, nessuna presenza di VIP e “vippini”, nessuna attenzione  mediatica, oltre la normale  cronaca del primo giorno.

Minimo sindacale per commentare l’assassinio del sacerdote, anche da parte del suo “capo”, non l’Altissimo, ovviamente, ma il Suo vicario quaggiù, in questa valle di lacrime… vicario che, nel corso dell’udienza di mercoledì 16 settembre ha detto “Desidero ricordare in questo momento Don Roberto Malgesini” , ucciso da  “una persona bisognosa e malata di testa, che lui stesso aiutava”. Fine della commemorazione.

Si invoca il silenzio, per rispetto di chi, come Don Roberto, ha scommesso l’intera esistenza dedicandola agli “ultimi”, fino a morire per mano di uno di loro. Parlarne, dato che l’autore (reo confesso ma che peraltro ha già ritrattato su opportuna imbeccata del difensore) è un tunisino, illegale  sul territorio, con  decreti di espulsione non ottemperati… non è opportuno! E chi osa parlarne, chi osa inorridire, di fronte a questa barbara uccisione, è definito “sciacallo”, tout court, termine che va bene  per tutte le stagioni.
Sì, forse il silenzio è anche ciò che avrebbe desiderato il giovane sacerdote, non avvezzo a fare proclami né dichiarazioni, non abituato a mettersi in alcun modo in mostra, neppure con qualche scritto.
Su qualcosa, tuttavia, trovo sia difficile e ingiusto osservare il silenzio: mi chiedo quale sorta di accoglienza sia, un’accoglienza che poi fa conto  e che   si affida alle iniziative dei singoli o delle associazioni caritatevoli per poter mantenere e far sopravvivere tutti quelli che raggiungono,  con chissà quali illusioni e aspettative, via mare o attraverso le frontiere-colabrodo a Nord Est, la nostra Nazione.
Credo che su questo sia, anzi, veramente colpevole tacere.

E, quanto agli sciacalli, credo che questi poco simpatici canidi siano presenti  in buon numero anche fra le file di chi, in uno stato laico regolato dalle leggi, quale è l’Italia, quando gli fa comodo biascica come in una sacrestia,  di carità, accoglienza, solidarietà…celando altri interessi.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

… a proposito di sciacalli

A.D.Z.

Né vincitori né vinti

Massimo Nardi

Nessuna spallata da parte del centro destra, semmai una gomitata. Tracollo dei sanculotti grillini. La Lega si ferma. Vince il sì, ma quanti no.
La cittadinanza onoraria

Alberto Venturi

La giornalista Federica Angeli  che vive da diversi anni sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia romana, ha ricevuto la  cittadinanza onoraria di Fiorano “per il coraggioso contributo fornito contro la criminalità organizzata e l’importante dedizione profusa a favore della legalità”.

Tango!

La Reine

Grandi emozioni al Centro Via Vittorio Veneto, vestito a festa  per una serata interamente dedicata al Tango, danza sensuale, seducente, eppure  soave e struggente. Un grande ritorno, un grande successo, anticipo della nuova stagione 2020-2021, ricchissima di appuntamenti. 

L’Italia è tutto un trash

Nicola Rega

C’è ben poco da salvare e tra le cose da salvare non ci metterei la classe politica, più impresentabile ed incompetente di sempre, che sta facendo più danni di quella della prima repubblica. Il GF, semplice o VIP, è lo specchio dei nostri tempi.

“”Marc Chagall. Anche la mia Russia mi amerà””

Giuliana Pini 
Servizio Fotografico di Corrado Corradi

A Rovigo, Palazzo Roverella, la Mostra di Chagall. Dal 18 settembre  sino al 17 gennaio 2021 , solo su prenotazione. 

Buona settimana e buona lettura del n. 717 – 410.

 

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