A proposito della depurazione dell’acqua

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Nel leggere la risposta dell’assessore Arletti mi è difficile capire come possiamo vantarci di essere nei primi posti della classifica nella depurazione dell’acqua e dire che “La città manifesta criticità sul fronte della qualità dell’aria”. Io abito affianco distributore Conad, mi è negata la possibilità di tenere aperte le finestre come e quando vorrei per il puzzo ed il gas e da quanto appreso dalle risposte dell’Assessore Pini le rilevazioni dell’aria verranno fatte solo quando finiranno i numerosi cantieri presenti quando è evidente che la qualità dell’aria, con la costante colonna di auto in fila per arrivare alle pompe, ne ha risentito pesantemente ma si preferisce per ancora diverso tempo lasciare le cose come stanno ora. Ebbene per l’acqua, quando ero piccola, non più tardi di 30/40 anni fa, l’acqua dei rivassi di Via Panni noi ragazzini la bevevamo come bevevamo quella di una fontana nei pressi della cava di San Damaso. L’acqua, bene prezioso, la godevamo in estate, andando a pesci e a rane, e immergendoci per difenderci dal caldo. Tutto questo avveniva, senza problemi a ridosso della città ora nemmeno nei torrenti montani è salutare immergerci i piedi poiché gli inquinanti e le discariche sono presenti creando gravi problemi ad uno dei beni più preziosi per la vita del pianeta.

A San Cesario, a Savignano, il progetto di fare altri scavi per estrarre migliaia di metri cubi di ghiaia ha allarmato parecchia gente, non solo per la devastazione del territorio, ma per la presenza nel sottosuolo di grosse cisterne naturali di acqua “buona” che potrebbero sporcarsi. Ebbene le dovremo poi depurare anche quelle per ottenere il primato ? e per l’aria  continueremo a bloccare il traffico per l’anello del centro storico e lasceremo il servizio pubblico languire tanto che pure i ragazzini sono arrivati a fare una raccolta firme per dimostrare il loro disagio nell’usufruire il servizio? Poi ci si lamenta dell’aumento dei tumori, della mancanza di fondi per la ricerca e ci si sottrae alla prima e vera prevenzione ovvero la cura del territorio in cui viviamo lasciando che le culture vengano fatte a ridosso di grandi vie di comunicazione e che vengano irrigate con l’acqua che ci è proibito bere perché inquinata. Insomma i primati sono primati sempre valutando da chi li guarda e li vive. Verrei inoltre far notare che rondini, api e lucciole questa terra con i suoi elementi vitali non la gradiscono più ed è difficile, se non impossibile, vedere le San Benedettine volare nei nidi sotto i tetti o campi illuminati da migliaia di lucine a fine Primavera.

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