A Modena quale Sindaco vuoi?

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Sicurezza, ordine pubblico, rispetto della legalità e gestione oculata e trasparente del denaro pubblico e più pragmatismo. Insomma: “primum vivere, deinde filosofari” sembrano suggerire i cittadini modenenesi. di Giulia Manzini

Queste, più o meno, le risposte che ci hanno fornito i modenesi in piazza intervistati sulle qualità di un “candidato sindaco ideale” nell’imminenza delle elezioni amministrative. Abbiamo così ricostruito, sulla scorta delle dichiarazioni rilasciateci, un identikit potenziale ed ideale del primo cittadino: un sindaco che dovrebbe fare, per alcuni, lo sceriffo cioè una specie di Tex Willer nume tutelare dell’ordine pubblico e della sicurezza: una priorità avvertita come vera e propria emergenza da molti. Sono poi emerse, dall’improvvisato sondaggio, altre richieste chiare ed inequivocabili espresse dai cittadini – contribuenti: una gestione della cosa pubblica meno politicizzata e meno legata alle segreterie dei partiti; meno sprechi su conferenze, iniziative e sui “cosiddetti eventi culturali” di cui fruiscono solo una trascurabile minoranza di modenesi: un imperativo categorico vero e proprio, importante quasi come la tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, imposto ed inderogabile oggi alla luce della gravissima crisi economica che non risparmierà nemmeno la opulenta Modena. Insomma sono state tante le critiche rivolte dai cittadini al Palazzo con evidenti allusioni alla gestione disinvolta e sprecona attuata da anni dagli enti locali come Comune e Provincia: tanti hanno criticato “le allegre e spenderecce finanze locali” tanto in uggia al superministro dell’economia Tremonti che, alla faccia del federalismo tanto invocato da più parti, eliminando l’Ici, imposta comunale, ha cominciato a chiudere i rubinetti ai comuni, imponendo loro “un giro di vite” ed una gestione più sparagnina, come si dice in gergo. Insomma qualcuno ha chiaramente suggerito, come dicevano i latini, il detto “Primum vivere, deinde filosofari”: cioè prima la soluzione dei problemi quotidiani dei modenesi come la crisi economica, la viabilità, il rilancio del centro storico, la costruzione di parcheggi, il problema dell’aumento dei prezzi ed una giustizia meno lenta per non parlare della elefantiaca burocrazia. Tra gli intervistati, una signora ha tagliato corto dicendo “Se dipendesse da me io i politici li manderei tutti a casa, compresi quei banchieri italiani che ci hanno rifilato “carta straccia” spacciandola come un buon investimento. Infine “Espulsione immediata di tutti i clandestini presenti sul territorio locale e nazionale”: afferma senza mezzi termini, un’altra signora, con tono deciso.

Ma alla fine dietro la mia  sollecitazione…” fuori il nome e cognome” ! Questo non esce. Un Berlusconi Modenese da odiare o da amare , che colpisca l’immaginazione, o il cuore o la passione politica del modenese medio non c’è tra le vie, tra le piazze, i bar , nemmeno lungo scale interne delle case di Modena!

Ciò registrato , nel complesso, però, va detto, che la soluzione di tutti questi problemi non dipende dal primo cittadino, che in Italia non ha gli stessi poteri eccezionali di cui ha goduto il falco “Rudolph Giuliani” che ha ripulito la città di New York nel giro di pochi anni grazie a superpoteri giuridici ed anche a enormi risorse economiche: infatti il supersindaco repubblicano ha praticamente assoldato un poliziotto per controllare ogni singola strada della Grande Mela: un’operazione che può essere possibile nella Big Apple che è oggi la “caput mundi” come Roma lo fu ai tempi dei romani. Tutti poteri e risorse economiche di cui i sindaci italiani non dispongono. Un sindaco sceriffo alla Tex Willer in Italia non è nemmeno pensabile: infatti solo il Parlamento ed il Governo di Roma potrebbero, nella lotta di contrasto alla criminalità ed alla microcriminalità, trasformare il nostro ordinamento giuridico in direzione meno garantista realizzando una sacrosanta riforma del codice penale che possa inasprire pesantemente le pene per i criminali. Ma finchè avremo una lobby potentissima degli avvocati penalisti in Parlamento con un premier che è praticamente “Legibus solutus” come gli imperatori romani (con allusione a Caligola ora e non al grande Marco Aurelio) in Italia sarà difficile imporre il rispetto ed il senso della legalità. 

 

Articolo di Giulia Manzini giornalista pubblicista

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