A fuoco lento – parte terza

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Dicevamo dunque che tra le previsioni della Fallaci che si sono rivelate assolutamente veritiere c’era anche quella che a dare il colpo di grazia alla nostra civiltà giudaico-cristiana sarebbero stati i benpensanti cattolici, vittime di un’ incomprensibile sindrome che potremmo definire del “meaculpismo”.Spieghiamoci con un esempio, uno tra i tanti. Tu sai chi è il professor Paolo Branca? Bene, è il consigliere del Cardinal Arcivescovo Dionigi Tettamanzi, scrive su diverse riviste che fanno capo alla diocesi milanese, su Famiglia Cristiana, e, cosa più rilevante, è stato lo sponsor ed il garante della famigerata scuola di via Quaranta, una sorta di para-madrassa che per oltre tredici anni ha sottratto all’obbligo scolastico centinaia di bambini egiziani, e dove si insegnava l’odio per lo stato di Israele. A lui si deve attribuire la realizzazione di un DVD, “Conosciamo l’Islam”, da distribuire nelle scuole lombarde ed in cui compare Sara Orabi, studentessa islamica famosa per aver affermato, in una trasmissione televisiva, di approvare la lapidazione con cui la “sharia” punisce le donne adultere, ed ha poi aggiunto che se i cristiani fossero veri credenti le lapiderebbero anche loro. Sempre Paolo Branca è il relatore di tutte le conferenze promosse dal cardinal Tettamanzi e così titolate “Apprezzamento di alcuni valori dell’Islam”, “Dio ha molti nomi”, “Fonti del dialogo con l’Islam”. In queste conferenze egli auspica un’ibridazione delle culture, musulmana e cattolica, in parole povere ritiene possibile un’unica religione per tutti, immaginiamoci quale finirà col prevalere. Per bocca sua il Cardinal Tettamanzi ci ha fatto sapere che il Crocifisso alle pareti delle scuole appare come un’arma brandita contro il diverso. Meglio dunque tenerlo nei cassetti. È logico che l’Arcivescovo di Milano si preoccupi dei poveri, dei diversi, di chi non ha una casa. È un po’ meno logico che qualche migliaio di fedeli musulmani invada la piazza del Duomo per pregare e lui non trovi nulla da obiettare. Ed è ancor meno logico che mantenga al suo posto, senza un pubblico ammonimento, un sacerdote che esprimendosi sull’opportunità della messa in latino ha affermato:” Volete il latino? Tenetevelo, tatuatelo sul culo e non rompete più le balle”. E che ha descritto i soldati italiani in Afghanistan come” Farabutti, mercenari, criminali”. Ora, e per concludere, a parte le sobrie esternazioni di questo prete d’assalto, lungi da me l’intenzione di contestare le posizioni di Dionigi Tettamanzi. Non si può condannare un presule che invita i suoi fedeli alla solidarietà e alla tolleranza. Ma occorrerebbe ricordargli che il suo incarico comporta soprattutto una simbiosi col territorio in cui opera ed in cui ci sono soprattutto fedeli ambrosiani che faticano a comprendere. La decisione del quotidiano della Lega “La Padania” di definire il Cardinale un “imam” è da ritenersi sicuramente irrispettosa e censurabile, ma, come vedi, comprensibile.

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