A destra c’è l’Italia

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Il comunismo e l’anticomunismo sono finiti da un po’ e perciò questa spinta verso il centrodestra dell’Italia va ricercato altrove; non in meriti di governo, piuttosto nelle politiche ‘non volute’ dal centrodestra e non governate dal centrosinistra, come l’immigrazione, la giustizia, la microcriminalità.

 


Se destra e sinistra hanno ancora un senso per definire gli indirizzi della politica italiana, allora l’ultimo sondaggio realizzato da Tecnè per l’Agenzia Dire conferma che l’Italia pende a destra, come del resto è sempre stato a livello nazionale, seppure in talune stagioni, obtorto collo, aveva finito per digerire governi di centrosinistra, nati più dagli errori del centrodestra che da convinzioni degli elettori.

Continua l’ascesa di Fratelli d’Italia, unico partito all’opposizione, ma soprattutto guidato da Giorgia Meloni che evita qualsiasi estremismo. Ormai con il 19,7 dei consensi tallona la Lega, ancora primo partito al 21% e sembra essere riuscita la piroetta di Salvini, tanto moderato oggi quanto esagitato e sopra le righe prima.

In un Paese normale non risulterebbe credibile, ma l’Italia non è un Paese normale.

Il Pd è al 18,6%, senza più la spinta iniziale provocata da Letta; incapace di essere il leader forte del quale il partito avrebbe bisogno. Letta dica pure quello che vuole ma De Luca, Bonaccini & C. continuano per la loro strada.

Il M5S staziona al 16,3%. Era impossibile definirlo prima un partito del centro-sinistra, non avrebbero mai voluto ed è impossibile anche oggi. Dismesse le vesti populiste, deve con Conte rifarsi un’identità ed un ruolo. Difficile, molto difficile!

Forza Italia vive la sua ultima stagione nei giorni della grande fuga; come ha dichiarato Urbani due giorni fa, è nata con Berlusconi e con lui finirà.

Il resto sono i partitini che avrebbero forti idealità o tradizioni politiche nel Dna, ma pochissimi elettori,

Ovvero: il prossimo Governo, salvo cambiamenti oggi non prevedibili, sarà di centrodestra, perché Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia insieme raggiungo il 50%, e perché grandi travasi di voti non sono ipotizzabili; nel caso, rimarrebbero comunque all’interno della stessa coalizione, migrando solo da una forza all’altra.

Il comunismo e l’anticomunismo sono finiti da un po’ e perciò questa spinta verso il centrodestra dell’Italia va ricercato altrove; non in meriti di governo, piuttosto nelle politiche ‘non volute’ dal centrodestra e non governate dal centrosinistra, come l’immigrazione, la giustizia, la microcriminalità. Soprattutto la differenza sta nelle leadership forti che Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia esprimono: Meloni, Salvini e Berlusconi sono personaggi riescono a coprire le debolezze, gli errori e le contraddizioni dei loro partiti, mentre sia il Pd che il M5S hanno molti volti e nessun capo carismatico. Non hanno più (il Pd) o neanche (M5S) una struttura di partito capace di fare lei leadership attraverso una presenza diffusa sul territorio, nella quale agire da punto di riferimento e di mediazione.

 

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