A colloquio col ministro

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Abbiamo parlato con il ministro Giulio Santagata di possibili crisi di governo, del rischio dell’antipolitica e del futuro Partito Democratico.

Giulio Santagata, Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo è nato a Zocca il 1° ottobre del 1949. Sposato, ha due figli e vive a Modena. Laureato in economia e commercio all’Università di Modena, prima di entrare in politica è stato dirigente regionale coordinando l’area bilancio e programmazione.   

È stato consulente di varie aziende pubbliche e private. Consigliere economico di Romano Prodi, prima al Governo nel 1996 e, in seguito, alla Commissione Europea. Sempre al fianco di Romano Prodi, ha seguito la fase fondante dell’Ulivo dal 1995 fino alle elezioni del 2006. Nel febbraio del 2005 ha fondato e diretto a Bologna la Fabbrica del Programma, esperimento innovativo di comunicazione politica.

All’interno della Fabbrica si è svolta una parte della discussione che ha condotto alla costruzione del Programma dell’Unione presentato ufficialmente a Roma il 25 febbraio 2006. 

Nel settembre 2005 ha curato la campagna elettorale di Romano Prodi alle primarie del 16 ottobre 2005. In seguito ha organizzato e diretto la campagna elettorale del candidato premier dell’Unione per le elezioni politiche dell’aprile 2006. 

Eletto alla Camera nelle liste dell’Ulivo nella circoscrizione Lazio 1 è alla sua seconda legislatura. Nella precedente ha fatto parte della VI commissione permanente  finanze e della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

 

Ministro Santagata, è ancora aperto il dibattito il seno alle forze della maggioranza riguardo alla questione delle pensioni, lo stesso Presidente dalla Camera Bertinotti ha parlato di rischio crisi di governo, qual’è la Sua opinione a riguardo?

 

I governi per loro stessa natura sono sempre nella possibilità di poter cadere, ma abbiamo un forte pacchetto sul welfare per la prima volta distribuiamo due miliardi e mezzo di euro  alle fasce più deboli, in particolare ai pensionati più deboli. Stiamo cercando inoltre una soluzione alla questione dello scalone che sicuramente è un’iniquità , ma sappiamo anche che la vita si allunga e che dobbiamo tenere in equilibrio il sistema, non credo che cadrà il governo sulle pensioni perché penso che alla fine  prevarrà il buon senso.


Quali atri rischi vi sono per l’attuale governo?

 

Come tutti sanno abbiamo una maggioranza molto risicata, ma sebbene questa debolezza numerica governiamo da sedici mesi ed abbiamo fatto molte cose, ed inoltre stiamo portando avanti un programma molto ampio, penso che il governo faccia bene a governare non pensando a quello che può succedere nel brevissimo periodo.

 

Si parla molto di antipolitica e dei costi scandalosi della politica,  Lei sta preparando un disegno di legge proprio su questa questione particolarmente spinosa, cosa prevede?

 

Sto preparando un disegno di legge riguardo alle strutture dell’amministrazione che non funzionano,  lavorando insieme a regioni, province e comuni spero di arrivare presto con loro ad un accordo. Sostanzialmente si tratta di una riduzione degli eccessi e nulla di più, la democrazia per funzionare ha bisogno di strutture e la politica è indispensabile in qualunque paese democratico. Gli italiani farebbero un torto a se stessi se si facessero prendere da un’ondata emotiva di antipolitica.

 

Secondo Lei quanto è elevato il rischio del populismo collegato al fenomeno dell’antipolitica?

 

Se interpretiamo male le domande dei cittadini questo rischio esiste, la politica non deve chiudere gli occhi davanti alla richiesta degli italiani di maggiore efficienza delle politica stessa, secondo me vi deve essere una “migliore politica” e non una “minore politica” ,  il Partito Democratico che stiamo creando è proprio una di queste risposte che stiamo dando agli italiani

 

Secondo Lei il P
artito Democratico partirà con forti handicap o invece avrà da subito una posizione di forza rispetto alla destra?

 

Il Partito Democratico è l’unica vera novità nel panorama politico italiano da molti anni, anche Forza Italia è certamente una novità ma non sono capace di definirla come un partito nel senso tradizionale del termine. Il Partito Democratico parlerà a molti che oggi non sono convintamente nell’alveo del centro-sinistra e questo ci darà certamente un forte valore aggiunto

 

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