A chi giova l’immigrazione?

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 Il lavoro in Italia ha uno strano primato: il costo globale per le aziende è il più in alto in Europa ma il salario netto dei lavoratori è il più basso. In mezzo, come un gorgo, lo Stato con il suo bisogno

enorme di spese sociali e di debiti da pagare. Le industrie del Nord hanno cercato di competere sul mercato delocalizzando le proprie fabbriche all’estero, in paesi dove la manodopera costa molto meno. Ma la tendenza ha subito una battuta d’arresto, ora è più conveniente importare la manodopera nelle proprie aziende. Secondo un’analisi fatta dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, i lavoratori immigrati che lavorano regolarmente guadagnano il 30% in meno dei colleghi italiani. Per costoro il reddito medio si aggira sugli 800 -850 euro, un pò di più per i sudamericani un pò di meno per i polacchi. Nonostante queste condizioni di paga, il 98,5% dei 630mila regolarizzati con la legge Bossi-Fini ha chiesto ed ottenuto il rinnovo del permesso di lavoro.Alla faccia degli italiani che non vogliono più fare certi lavori! A quelle paghe lo credo bene! In un paese in crisi, dove le famiglie arrivano in bolletta all’inizio della quarta settimana del mese, in un paese con crescita economica zero e un costo della vita da centro-europa, come fanno questi povericristi a nutrire se stessi e i numerosi famigliari con paghe da fame? Non hanno nemmeno l’aiuto dei nonni pensionati d’oro, come i nostri! E’ UN ENIGMA ! Leggiamo quotidianamente lo sfogo di tanti ragazzi italiani del Sud che tornano sconsolati al loro paesello a rinfoltire le schiere dei disoccupati cronici dopo aver avuto un’esperienza di lavoro negativa al Nord: con un costo della vita simile -dicono – affitti e trasporti, lavoriamo per nulla, non risparmiamo un euro, meglio tornare ad arrangiarsi a casa propria…Ma allora come faranno, dicevo, questi immigrati sfruttati ma regolari? L’unica spiegazione possibile passa attraverso gli aiuti comunali e provinciali, quali affitti bassissimi in case popolari, rette gratuite per i bambini dall’asilo alla scuola alle mense, assegni sociali per i famigliari a carico, buoni caritas per alimentari e vestiario, sussidi di disoccupazione straordinaria. Non riesco ad immaginare altre formule magiche, dal momento che il necessario non gli manca e, spesso, pure il superfluo, dagli scooteroni alle auto di lusso, ma se qualche amministratore ne fosse al corrente è pregato di illustrarcele, farebbero comodo pure a noi. Se fosse confermata la mia ipotesi, sarebbe il colmo: la sinistra ha eletto una amministrazione che usa le tasse di tutti i cittadini per incrementare, indirettamente, gli interessi degli industriali, senza che i sindacati aprano bocca…

 

 

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