9 gennaio del 1950

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Eccidio alle Fonderie di Modena : la memoria come impegno per crescere economicamente e socialmente valorizzando relazioni e capitale umano

Mercoledì prossimo ricorre il cinquantottesimo anniversario dell’eccidio delle Fonderie di Modena.

Così lontano nel tempo, con tanti anni e tante generazioni a dividerci da allora, ma ancora memoria viva per rafforzare confronto, democrazia e qualità del lavoro.

La memoria va trasmessa anno dopo anno: perché quel giorno a Modena, quando la polizia guidata da Scelba ha aperto il fuoco contro gli operai che rivendicavano la difesa del posto di lavoro, è stata inferta una ferita ai lavoratori che gli anni non rimarginano.

Una ferita che sanguina ogni volta che il mondo del lavoro conosce una nuova tragedia, e che si è riaperta nuovamente con la drammatica vicenda della ThyssenKrupp di Torino.

Anzi, allora come oggi, è dimostrato che con la repressione non si risolvono i conflitti.

Credo al riguardo che gli enti pubblici possano avviare una riflessione per dedicare alle sette vittime, una strada o un altro spazio pubblico quale segno tangibile dell’impegno quotidiano delle nostre istituzioni per garantire il lavoro sicuro.

La Regione è impegnata per applicare al meglio la legge 17 del 2005, con il Patto firmato dal Presidente Errani e le realtà imprenditoriali e sindacali, e con gli altri strumenti a disposizione per assicurare le migliori condizioni di lavoro e di uno sviluppo sostenibile anche e soprattutto in termini di costi umani e sociali.

 

I dati dell’Emilia Romagna aggiornati a tutto il 2006 e divulgati lo scorso dicembre dalla direzione regionale dell’Inail, in un quadro di crescita dell’occupazione, vedono aumentare le malattie professionali (+12%) e gli infortuni che coinvolgono lavoratori stranieri (+1,7%) e atipici (+17,5%), ma evidenziano una positiva tendenza calante degli infortuni sul lavoro in Regione (-1,7%) e una riduzione delle cosiddette morti bianche (119 infortuni mortali in Emilia Romagna nel 2006, rispetto ai 133 del 2005). Anche i dati attualmente disponibili per il 2007 vedono confermata questa tendenza positiva per la nostra Regione, con un ulteriore calo degli infortuni sul lavoro per il periodo  gennaio-ottobre 2007 del 5,3%.

 

Tuttavia non dobbiamo abbassare la guardia, anzi, perché ogni vittima sul lavoro è intollerabile. Le morti sul lavoro rappresentano una questione nazionale di grande drammaticità, come ha autorevolmente affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sin dall’inizio del suo mandato ha evidenziato l’urgenza di questo problema e ha richiamato tutti alle proprie responsabilità.

Una Regione sviluppata come l’Emilia-Romagna avrà un futuro di eccellenza in relazione alla propria capacità di investire nel capitale umano: valorizzare il lavoro e l’impresa, assicurarne la formazione, la sicurezza, la stabilità del posto di lavoro e la possibilità di trovarne uno in tempi rapidi in caso di necessità.

Il Pil che in Emilia-Romagna cresce del +2,3%, un tasso di disoccupazione che a Modena è sotto al 3% e un’occupazione femminile ai vertici in Europa, sono dati straordinari che acquisiscono però una piena rilevanza solamente se sapremo accompagnarli con una piena valorizzazione del capitale umano.

Questa è la sfida e l’impegno di una forza come il Partito Democratico, nato per rinnovare con coraggio i valori di una sinistra democratica e popolare per essere un partito del lavoro e della cittadinanza.

 Partito Democratico

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