41 bis, Vaccari “Il ministro conferma che non riguarderà Modena”

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Nota del senatore modenese Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia

 

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando conferma che la Casa circondariale modenese non è tra quelle prese in considerazione per allestire un’area dedicata ai detenuti in regime di 41 bis. Lo ha anticipato al senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, che lunedì scorso aveva presentato una interrogazione in proposito. “Sono molto soddisfatto della risposta celere e positiva arrivata dal ministro – spiega il senatore Stefano Vaccari – Nelle sue articolate considerazioni, il ministro Orlando dimostra di aver ben presente la realtà modenese e il fatto che portare mafiosi sottoposti a questo tipo di regime aprirebbe a ulteriori rischi potenziali per la nostra economia e per il nostro tessuto sociale”.”.

 

“Il regime di detenzione di carcere duro è strumento irrinunciabile per lo Stato, ma il piano di riconversione del patrimonio edilizio carcerario per consentire una migliore collocazione sul territorio nazionale dei detenuti sottoposti al 41bis non riguarda la Casa Circondariale di Modena. La conferma arriva direttamente dal ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha anticipato al senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, la risposta all’interrogazione da lui presentata, insieme alla collega Capacchione, sull’ipotesi che il Sant’Anna potesse ospitare detenuti sottoposti al 41 bis. La notizia era già stata, in parte, anticipata dal sottosegretario Migliore che, nei giorni scorsi, aveva visitato il carcere modenese, ora, però, è arrivata la conferma ufficiale direttamente dal ministro Orlando. “Sono molto soddisfatto della risposta celere e positiva arrivata dal ministro – spiega il senatore Stefano Vaccari – Lo voglio ringraziare perché nelle sue articolate considerazioni, il ministro Orlando dimostra di aver ben presente la realtà modenese e il fatto che portare mafiosi sottoposti a questo tipo di regime aprirebbe a ulteriori rischi potenziali per la nostra economia e per il nostro tessuto sociale”. Il ministro della Giustizia, infatti, scrive: “Nell’ambito delle iniziative programmate, rassicuro gli onorevoli interroganti che alcun intervento finalizzato alla riconversione di parte della struttura per essere destinata a detenuti in regime di 41 bis si riferisce alla Casa Circondariale di Modena, situata in un contesto territoriale in cui le indagini della magistratura hanno disvelato l’insediamento di organizzazioni criminali di tipo mafioso”. E aggiunge che: “La fondamentale esigenza di interrompere i legami con i contesti mafiosi di riferimento costituisce criterio prioritario tanto nella dislocazione dei detenuti sottoposti al regime predetto nell’ambito del circuito penitenziario che nella realizzazione di nuove sezioni dedicate, privilegiando le strutture dotate delle caratteristiche necessarie ad assicurare la piena esecuzione delle prescrizioni restrittive in relazione al rischio, anche solo virtuale, di conservazione di relazioni con l’esterno”.

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