25 ottobre 2007

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La  maggioranza divisa si spacca sull’ordine del giorno della sicurezza, la realtà del CPT va trattata e non si può pensare di risolvere i problemi dell’integrazione della delinquenza chiudendoli.

Oggi un consiglio sulla sicurezza che porta solo ad un sterile dibattito va a nulla di propositivo sull’allarmante problema della delinquenza e della malavita organizzata, come al solito non troveremo risposte da dare ai cittadini, un quadro di certo poco edificante dell’insicurezza rimarrà nei nostri quartieri rimarrà la delinquenza.

Non ci vogliono approfondimenti, come dice la maggioranza, ci sono le leggi basta farle rispettare, applicare le pene e il servizio del principio delle pene va rivalutato nella sua globalità.

La sicurezza è argomento di primaria importanza, aumentano i furti, le rapine, cresce il consumo di droga, sono in aumento i reati non solo sessuali sulle donne e sugli adolescenti, maltrattamenti, scippi sono all’ordine del giorno e sempre più spesso il tema di criminalità nella nostra città è ascrivibile al fenomeno dell’immigrazione.

Ad una percentuale di immigrati regolare corrisponde un egual numero di immigrati che vivono di reati e di espedienti.
E’ fondamentale una energica e corretta politica di integrazione per il futuro della nostra città.

Sono invece fortemente contrariato alla politica basista di questo consiglio dove la maggioranza era contraria al poliziotto di quartiere, al poliziotto nelle scuole, a qualsiasi forma di controllo istituzionale, non per ultima la realtà del CPT.
Sento il bisogno di manifestare la mia rabbia e costernazione, contro questa serie di cavilli, di problemi per non trattare in modo serio una realtà così importante come quella della sicurezza e dare risposta alla città e ai cittadini

 

Consigliere UDC

Presidente della Commissione Controllo e Garanzia

 

 

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