25 Aprile, festa di Liberazione. Peccato averla ancora profanata

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Luca Ghelfi: La mia storia personale dice che arrivo da un partito che affonda le radici nella tradizione cattolica e liberale di questo paese, che ha contribuito a liberarlo e a far nascere la Repubblica Italiana così come la conosciamo oggi. E a preservarne la libertà nei decenni a venire. Nessuno meglio di noi conosce l’esistenza di una parte giusta e una sbagliata della barricata: ed è per questo che le forze liberali scelsero di rimanere da questa parte della cortina di ferro.

Però credo che alla pacificazione nazionale dopo 65 anni dovrebbero contribuire tutti, riconoscendo a tutti i morti, in quanto tali, la dignità della memoria. E se è corretto distinguere chi scelse la libertà da chi invece scelse la dittatura, è giusto non infangare una data che ha visto nascere l’Italia come stato repubblicano, con scritte ingiuriose verso chiunque abbia perso la vita in quello che fu uno scontro fratricida.

Impariamo che si può capire le scelte altrui senza per questo giustificarle, ma anche non capirle, eppure dar loro diritto di esistere. Sarebbe il primo prezioso contributo affinchè il 25 aprile sia davvero giorno di liberazione: dai pregiudizi, dalle divisioni, dalla censura delle idee.

 

Consigliere Provinciale – PDL

 

 

 

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