2011: anno “nero” per la qualità dell’aria anche nel Distretto

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2012: anno nuovo, aria nuova ?

 

Legambiente chiede azioni strutturali e più coraggio nei provvedimenti di emergenza

 

Il 2011 si è chiuso con un ennesimo periodo di sforamenti dei limiti sulla qualità dell’aria anche nel distretto ceramico. Il numero di giorni di superamento dei limiti delle PM10 (le polveri sottili), riconducibili in gran parte al traffico veicolare, nel 2011 sono stati ben 96 (contro i 35 consentiti dalle normative).

Purtroppo le reazioni delle Amministrazioni comunali all’ennesima “emergenza inquinamento” state ancora una volta assai deboli.

Questo nonostante la gravità del fenomeno e degli effetti sulla salute dei cittadini. E’ bene ricordare, come cita anche il sito dell’ARPA, che l’aumento delle concentrazioni delle PM10 è direttamente correlabile all’aumento di ricoveri ospedalieri e di patologie per cause respiratorie e vascolari.

Per questo chiediamo che il 2012 si apra con la volontà delle Amministrazioni comunali di mettere in atto azioni di emergenza serie, coraggiose e continuative, accanto ad azioni strutturali sul traffico e sull’urbanistica.

Il problema dell’inquinamento atmosferico nel territorio è grave e multifattoriale, perciò non sono sufficienti le pur utili azioni nell’immediato, ma occorrono mutamenti strutturali che possano accompagnare cambiamenti culturali irrevocabili.

Oltre a forme serie di blocco/limitazione del traffico nei periodi di emergenza, è fondamentale agevolare, incentivare e potenziare il trasporto pubblico locale e la mobilità ciclopedonale attraverso la moltiplicazione e la messa in sicurezza dei percorsi.

Invece che insistere su progetti vecchi, palesemente inutili e devastanti come la bretella autostradale Campogalliano Sassuolo, occorre avere il coraggio di guardare al futuro, utilizzando queste ingenti risorse per spostare su ferrovia le merci e razionalizzare/ridurre gli spostamenti dei mezzi pesanti.

Invece che perseguire piani urbanistici che prevedono altre espansioni su aree libere da insediamenti, è indispensabile concentrarsi nella riqualificazione dell’esistente e delle aree dismesse, impostando PSC “a consumo zero di suolo” in tutto il comprensorio, salvaguardando le aree agricole e migliorando l’efficienza  e l’autonomia energetica degli edifici.

Invece che pianificare quartieri e gestire la mobilità “a misura di auto”, occorrono azioni e provvedimenti che disincentivino l’utilizzo dell’automobile e rendano più conveniente, più comodo e più attraente il trasporto pubblico e/o la mobilità ciclopedonale.

Chiediamo infine alle Amministrazioni di aumentare l’informazione ai cittadini sullo stato della qualità dell’aria e sulle relative conseguenze sulla salute, in quanto questa è una indispensabile premessa per sostenere azioni e cambiamenti, sia individuali che collettivi, all’altezza del problema.

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