10 anni dal crollo a Wall Street

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Dieci anni fa crollava il sistema finanziario mondiale a seguito della bancarotta del gruppo Lehman Bros, allora detentore di asset per 600 miliardi di dollari.

Cosa si dice oggi, cosa dicono di quell’evento i guru della finanza che, come scrive Nassim Taleb (Il Cigno Nero), prevedono tutto tranne le crisi?

In un articolo su Foreign Affairs di questo mese (Can Economists Learn?) Alan S. Blinder, Professore di Economia alla Princeton University ed ex Vice Governatore della FED, propone l’analisi di un libro sull’argomento. Come sempre gli intellettuali “organici” al sistema ignorano le responsabilità, mentre tutte le crisi hanno mandanti e beneficiari, come la Storia insegna (W.Sombart).

Quando c’è una crisi i media scrivono: “bruciati svariati miliardi”. In realtà non c’è nessun incendio. I soldi passano senza controlli e tassazione alcuna, da alcune mani ad altre, secondo accordi tra i vari gruppi finanziari mondiali. I risparmiatori invece vedono “scomparire” i loro risparmi, fagocitati da un ologramma chiamato “mercato”.

E così le colpe di quanto avvenne sono “sfumate” all’interno di astruse, ma utili per intorbidare le acque, teorie economiche. Non si parla di derivati e di Chi li sparse in mezzo mondo; nulla sul ruolo delle banche e delle Agenzie di rating che, controllate dai medesimi soggetti, classificavano i bonds “AAA”, truffando tutti i risparmiatori, che sono i veri soggetti del mercato ma solo in senso passivo.

Il sistema di controllo sulla finanza è sempre diretto dagli stessi soggetti che la governano. Fino a quando non saremo in grado di “controllare i controllori” (che, grazie alle lobbies, in tutti Parlamenti, riescono a far legiferare in modo da sfuggire a qualunque controllo) le crisi saranno inevitabili. Nella Storia si verificò un solo caso di controllo effettivo sul mondo della finanza: in Germania, con la riforma della Reichsbank con Leggi del 27 ottobre 1933 e 16 giugno 1939, che posero la banca centrale sotto diretto controllo dell’autorità politica.

Alan S.Blinder distingue tra “ truffa” e “quasi truffa” (mi sovviene il Principe de’Curtis”): quanto avvenne, aveva il sapore della truffa ma non può essere risolto sul piano del diritto positivo, ma su quello morale e cioè facendo emergere l’odore di truffa come elemento di attenzione da parte delle Istituzioni. Quindi la soluzione potrebbe essere una reprimenda, un buffetto sulle guance; mentre è proprio sul piano del diritto positivo che si dovrebbe intervenire seriamente. MIFID III, Basilea III sono solo enormi fesserie. È una questione politica.

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